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Studio Casa Brescia Nord

Via N. Tartaglia, 25 - 25126 Brescia
Tel: 030-40420 - Fax: 030-40420 - E-Mail: brescianord@studiocasa.it
Responsabile: Filippini Alessandro

Brescia Nord - Il territorio

Brescia (Brèsa in bresciano), soprannominata la "Leonessa d'Italia", è una città di 191.352 abitanti dell'Italia settentrionale, capoluogo dell'omonima provincia lombarda.

Stando agli studi di Giuseppe Boatti, l'area metropolitana della città lombarda conta 1.091.638 abitanti, rendendola quinta area metropolitana del paese dopo quelle di Milano, Roma, Napoli e Torino.

Brescia sorge nell'alta Pianura Padana allo sbocco della val Trompia, ai piedi del monte Maddalena e del colle Cidneo. Il territorio - delimitato a nord dalle Prealpi Bresciane, ad est dalle Prealpi Gardesane e a ovest dai territori della Franciacorta - è in maggior parte pianeggiante; tuttavia tutto il versante sud del Monte Maddalena (compresa la cima) ricade nel territorio comunale, così che il comune di Brescia si trova ad avere un'escursione altimetrica di 770 metri.

Il centro storico è racchiuso dai resti dell'antica cinta muraria d'epoca medievale, ed è sovrastato dal basso colle sul quale è ben visibile il castello di Brescia. Il resto della città si espande geograficamente e visivamente su tutto il territorio circostante, racchiuso dalla cinta di monti prealpini, come il Monte Maddalena (ad est), ed il Monte Sant'Onofrio (a nord), anche se quest'ultimo non fa geograficamente parte del territorio cittadino, ma bensì dei comuni dell'hinterland Bovezzo, Lumezzane, Concesio e Nave.

Il rischio sismico di Brescia secondo l'ordinanza PCM 3.274 del 20/03/2003 è riconducibile alla zona 3, ovvero di bassa sismicità, malgrado la vicinanza alla zona del garda ritenuta a medio rischio sismico.

Brescia, secondo la classificazione dei climi di Köppen, gode di un clima tipicamente temperato delle medie latitudini (Cfa), piovoso o generalmente umido in tutte le stagioni e con estati molto calde.

Le precipitazioni si concentrano nei periodi compresi tra marzo e maggio, con un leggero calo nei mesi estivi, e un riacuttizzarsi nel periodo compreso tra ottobre e novembre inoltrato.

L'inverno è compreso generalmente tra novembre e fine marzo, ed è caratterizzato da una percentuale di piovosità molto bassa.

Il principale corso d'acqua della città è il fiume Mella, che nasce al passo del Maniva e, attraversando la Val Trompia, giunge in città da nord e la attraversa longitudinalmente, passando però a ovest del centro storico. Pur rimanendo il principale corso d'acqua cittadino, ad oggi il fiume Mella non è navigabile, e presenta rilevanti problemi di inquinamento, soprattutto nel tratto cittadino.

I restanti corsi d'acqua sono perlopiù a carattere torrentizio. Troviamo quindi il Garza, torrente che nasce a metà strada tra i centri di Lumezzane e di Agnosine e che, scorrendo attraverso la Valle del Garza, raggiunge la città da nord-est e la attraversa in tutta la sua lunghezza con un percorso misto scoperto e sotterraneo.

Il Naviglio di Brescia è invece un canale, derivante dal fiume Chiese, che attraversa la città nella zona est per poi lambire i comuni della bassa bresciana orientale.

La città non è lontana dal lago di Garda e da altri laghi alpini, come il lago d'Iseo ed il lago d'Idro, che ne mitigano il clima.

Il monte Maddalena (già monte Denno) è un monte appartenente alle Prealpi Bresciane che si innalza a ridosso della città e più precisamente nella sua parte nord-orientale. Proprio per la vicinanza con la città è detta la montagna dei bresciani. Alta 874 metri s.l.m., la Maddalena costituisce un vero polmone verde per la città. Altra altura rilevante è il colle Cidneo sopra il quale si erge il Castello di Brescia.

Tra le specie nidificanti o svernanti nell'ambinte urbano le più rappresentative sono il colombaccio, il piccione, la rondine comune, il rondone, il merlo, lo storno, il passero domestico e mattugio.

Tra gli ospiti più comuni dei cieli bresciani anche il balestruccio, la capinera e il luì piccolo.

Le specie segnalate sono: la gallinella d'acqua che nidifica al parco Ducos ed è presente sul fiume Mella e sul torrente Garza, il gabbiano comune in gruppi stazionanti sul fiume Mella, il torcicollo, la ballerina gialla e bianca, lo scricciolo, il pettirosso, l'usignolo, il canapino, il codirosso e il codirosso spazzacamino. Sono invece piuttosto rari la tortora dal collare orientale, il barbagianni, l'allocco e la civetta.

Epoca romana

  • La piazza del Foro è il più rilevante complesso con resti d'epoca romana di tutta la Lombardia, con gli imponenti avanzi del Capitolium, dell'adiacente teatro, del Foro stesso e poco più a sud, in piazzetta Labus, i resti della Basilica, i cui elementi architettonici di età flavia sono ancora ben visibili nelle facciate delle antiche case costruite sulle rovine stesse;

Epoca medievale

  • Il Castello di Brescia, antica fortezza cittadina risalente ai primi del 1200, ma che era sede di culto già all'età del bronzo;
  • Il monastero di San Salvatore o di Santa Giulia: la chiesa di San Salvatore è un esempio dell'architettura longobarda dell'Italia settentrionale; il complesso è inoltre sede del Museo della città, all'interno del quale si possono trovare numerose opere d'arte della storia bresciana, fra cui la Vittoria Alata e la Croce di Desiderio. Il monastero fu, secondo la tradizione, il rifugio di Ermengarda, la figlia del re longobardo Desiderio ripudiata da Carlo Magno; per questo motivo è anche un'ambientazione dell'Adelchi di Alessandro Manzoni. L'insieme fa parte del sito seriale "Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.)", comprendente sette luoghi densi di testimonianze architettoniche, pittoriche e scultoree dell'arte longobarda, la cui candidatura alla Lista dei patrimoni dell'umanità dell'Unesco è stata accettata nel marzo 2008.
  • il Duomo vecchio o Rotonda: edificio romanico a forma circolare eretto nell'XI secolo, contiene varie opere di Palma il giovane, del Moretto e del Romanino. L'edificio, ottimo esempio di architettura romanica, ha subito nel corso dei secoli varie aggiunte, come il presbiterio con due cappelle laterali (1490), il Sarcofago Maggi contenuto nell'ambulacro, realizzato dai Maestri Campionesi (XIV secolo; su uno dei due spioventi appare la Pace tra Guelfi e Ghibellini raggiunta nel 1298 grazie all'azione del vescovo Berardo Maggi);
  • Il Broletto: antico palazzo comunale, con la Torre del popolo (detta "Pegol") e la Loggia delle grida (ricostruzione tardo ottocentesca);
  • La chiesa di San Francesco d'Assisi, romanico-gotica, la cui facciata a capanna in pietra grezza, tripartita da lesene con un ampio rosone, anticipa l'interno a tre navate coperte da un tetto a capriate: nel paliotto dell'altar maggiore un bassorilievo marmoreo rappresentante "il Presepio" porta i caratteri della scuola dell'Amadeo oltre ad un crocifisso del XIV secolo. Sugli altari rinascimentali sono conservate importanti opere della Scuola bresciana: del Moretto, del Romanino. Gli affreschi nella cappella della Santissima Trinità sono di Giovan Francesco Gaggini da Bissone.
  • La torre della Pallata struttura medioevale costituita da un edificio in pietra con ai piedi l'omonima fontana

Epoca rinascimentale

  • La piazza della Loggia, il complesso architettonico più omogeneo della città ed esempio di piazza rinascimentale chiusa; l'edificio principale è Palazzo della Loggia,o semplicemente "La Loggia", oggi sede della giunta comunale , iniziato nel 1492 sotto la direzione di Filippino de' Grassi. In questa piazza il 28 maggio 1974 si è consumata la Strage di Piazza della Loggia.
  • La chiesa di Santa Maria dei Miracoli presenta una facciata, progettata dall'architetto Giovanni Antonio Amadeo e da lui realizzata con aiuti, con decorazioni a bassorilievo, cui verso il 1500 si aggiunge il peristilio: sedici scultori collaborarono alle decorazioni interne ed esterne, tra cui il Tamagnino, nipote dell'Amadeo.
  • Palazzo Martinengo, chiaro esempio di palazzo nobiliare bresciano.
  • La chiesa di San Clemente, collocata fra i vicoli della Brescia romana. Ospita molti dipinti del Moretto, che vi è sepolto, e del Romanino.
  • La chiesa di San Giovanni, con la "Cappella del Sacramento" per metà affrescata dal Moretto (L'ultima cena) e per metà dal Romanino.

Epoca barocca

  • il Duomo nuovo, chiesa maggiore bresciana, in stile manieristico e barocco, costruito tra il XVII secolo e gli inizi del XIX, anch'esso ricco di opere artistiche come la rinascimentale Arca dei SS. Apollonio e Filastrio del 1710. Si calcola che la cupola sia la terza più grande d'Italia dopo quelle della basilica di San Pietro in Vaticano a Roma e della cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze.

Epoca neoclassica

  • Nell'ex chiesa di Santa Chiara, sono conservati affreschi datati al 1739 di Giovan Francesco Gaggini.
  • La chiesa dei Santi Nazaro e Celso: la pala d'altare è il Polittico Averoldi di Tiziano, oltre al Gesù risorto e all'Annunziata e Santi con derivazioni michelangiolesche. La facciata è in stile neoclassico ed è adornata da numerose statue marmoree.
  • Sulla volta dello scalone di palazzo Suardi a Santa Maria Calchera, tra i soggetti profani dipinti da Giovanni Francesco Gaggini si contano la Verità scoperta dal Tempo, dipinta nel 1737.
  • Affreschi degli scaloni di palazzo Pontoglio e di palazzo Rossa.
  • In corsetto Sant'Agata, sulla volta del piano terra del Palazzetto Lechi, Giovan Francesco Gaggini dipinse una Figura allegorica con uno scettro nella mano sinistra e tre corone nella destra.
  • La Stazione ferroviaria è una costruzione in stile neoclassico con elementi neoromanici, edificata nel 1854.
  • Il Teatro Grande, che prende questo nome in onore di Napoleone Bonaparte detto "il Grande".

Epoca moderna

  • La piazza della Vittoria realizzata nel 1932 dall'architetto Marcello Piacentini.