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vetrina immobili Studio Casa Brescia Sud


Studio Casa Brescia Sud

Via Corsica, 236 / 238 / 240 - 25125 Brescia
Tel: 030-34.82.53 - Fax: 030-34.97.46
E-Mail: bresciasud@studiocasa.it - Skype: studiocasabresciasud Il mio stato
Responsabile: Richiedei Massimo

Brescia Sud - Il territorio

Posizione geografica e collegamenti:

Brescia è situata nella Pianura Padana ai piedi dei rilievi prealpini e allo sbocco della Val Trompia a 45 gradi e 32' di latitudine nord, e a 2 gradi e 14' di longitudine di Monte Mario (occ.). La collina dei Ronchi e il fiume Mella segnano i confini a est e a ovest della città.

Brescia è sulla linea ferroviaria e autostradale Milano-Venezia. A sud della città inizia l'autostrada per Cremona e Piacenza. Una serie di svincoli facilitano lo smistamento sulle strade che portano: a nord (Val Trompia, Lago d'Iseo, Valcamonica), a ovest (Bergamo, Milano), a sud (Cremona, Parma), a est (Mantova, Verona, Lago di Garda, Trento, Valsabbia).

La distanza fra Brescia e le città vicine sono le seguenti:
Km 88 da Milano, Km 48 da Bergamo, Km 49 da Cremona, Km 100 da Parma, Km 65 da Mantova, Km 68 da Verona, Km 115 da Trento.

Un po' di numeri...

Superficie Kmq 89,78.
Altezza Da m 104 a m 875 s.m.
Abitanti: 215.156.
Prefisso teleselettivo 030.
C.a.p. 25100.

Comuni della provincia di Brescia

- A -

Acquafredda

Geografia Sup. Kmq 9,25; alt. da m 47 a m 60 s.m.; ab. (acquafreddesi) 1.107; dist. Km 32; tel. 030; c.a.p. 25010.
Storia Fu governata dapprima dai Gonzaga, dai Visconti, dalla Repubblica Veneta ed infine fino al sec. XIII dai Calabria. Arte Chiesa parrocchiale del '700. Nella Chiesa di <<S. Biagio>> si conserva un dipinto cinquecentesco del pittore locale G.Muziano.
Economia Fiere di <<S. Biagio>> (3 febbraio) e de <<La Funzione>> (19 ottobre).

Adro

Geografia Sup. Kmq 17,13; alt. da m 198 a m 652 s.m.; frazioni.-Torbiato; ab. (adrensi) 5.758; dist. Km 25; tel. 030; c.a.p. 25030. Storia Sede di antichi insediamenti, nel medioevo è citato come vico. Nei secc. XVII e XVIII fu feudo dei Bargnani.
Arte Resti del castello medievale. Seicentesco palazzo Bargnani-Dandolo, oggi sede del municipio, con chiesetta. Santuario della Madonna della Neve, conserva intagli del fantoni ed è meta di pellegrini nel giorno della festa del 5 agosto.
Economia Produzione dei vini tipici della Francia corta.
Fiera: <<Madonna della Neve>> (5 agosto), tratta artigianato generico.
Mercato: ogni sabato.

Agnosine

Geografia Sup. Kmq 13,65; alt. da m 321 a m 1.016 s.m.; frazioni: Binzago; ab. (agnosinesi) 1.711; dist. Km 27; tel. 0365; c.a.p. 25071.
Storia Nel medioevo fu dei vescovi di Brescia e nel 1157 dell'Abbazia di Serie. Entrato a far parte dei domini Viscontei, nel 1388 fii assegnata alla Quadra della Vai Sabbia e poi alla Repubblica di Venezia. Arte Parrocchiale d'antica origine, rifatta nei secoli XVIII e XIX. Santuario di S. Giorgio a Trebbio del '600.

Alfianello

Geografia Sup. Kmq 13,06; alt. da m 38 a m 56 s.m.; ab. (alfianellesí) 2.137; dist. Km 35; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Fece parte della corte di Alfiano e nel sec. VIII pervenne al Monastero di S. Giulia di Brescía. Giurata fedeltà a Venezia (1467), fu saccheggiata dalle milizie dei Visconti.
Arte Torre dell'antico castello. Affreschi del '400 nella Chiesa di S. Rocco.

Anfo

Geografia Sup. Kmq 23,17; alt. da m 368 a m 1.801; frazioni: Lago d'Idro; ab. (anfesi) 485; dist. Km 48; tel. 0365; c.a.p. 25070. Storia Fu territorio della Repubblica Veneta, che fece costruire una <<roccaforte>>, legata poi anche alle vicende del periodo napoleonico e delle battaglie dei garibaldini. Arte La Chiesa di S. Antonio (secc. XIVXV) custodisce dipinti del '300 e affreschi rinascimentali. La fortificazione della rocca d'Anfo, poco oltre il paese, è molto visitata d'estate.

Angolo Terme

Geografia Sup. Kmq 30,70; alt. da m 300 a m 1.879 s.m.; frazioni: Anfurro, Mazzunno; ab. (angolesi) 2.586; dist. Km 58; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Centro di antico insediamento, seguì gli avvenimenti della Valle Camonica.
Arte Eremo di S.Silvestro, posto su di un colle. Nella parrocchiale tardo-seicentesc@t, pregevole altare barocco di scuola fantonizina.
Economia Da aprile a ottobre, apre le sue terme.

Artogne

Geografia Sup. Kmq 21,29; alt. da m 203. a m 2.081 s.m.; frazioni: Piazze-Acquebone; ab. (artognesi) 2.839; dist. Km 51; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Antico centro, nel medioevo appartenne ai Federicí e seguì poi,le vicende della Valle Camonica.
Arte Chiesa quattrocentesca di S. Elisabetta, con affreschi del '500 e un'ancona attribuita a Palma il Giovane. Chiesa di S. Andreà con affreschi di pittori del luogo, del sec. XVI. Parrocchiale settecentesca.
Economia Mercato: ogni venerdì.

Azzano Mella

Geografia Sup. Kmq 10,47; alt. da m 85 a m 108 s.m.; frazioni: Pontegatello; ab. (azzanesi) 1.418; dist. Km -14; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia L'origine è probabilmente romana, ma le prime notizie risalgono al medioevo. Appartenne al monastero bresciano di S.Giulia, poi fu pieve autonoma.
Arte Parrocchiale settecentesca, con una pala d'altare attribuita a Palma il Vecchio.

Comuni della provincia di Brescia

- B -

Bagnolo Mella

Superfície Kmq 30,77.
Altezza Da m 73 a rn 97 s. m.
Abitanti (bagnolesi) 10.846.
D.za da Brescia K m 13.
Prerisso telesciettivo 030.
C.a.p. 25021.

STORIA

Il nome deriva da <<baincolum>> cioè situata in zona ricca di acque, quelle del Mella. Nel territorio furono rinvenute numerose iscrizioni di epoca romana. Nel inedioevo la cittadina appartenne ai vescovi di Brescia e vi ebbe possedimenti anche il monastero bresciano di Santa Giulia. Entrò a far parte nel 1426 dei domini della Serenissima Repubblica di. Venezia assieme a tutto il Bresciano. Nel 1482. durante la guerra tra Venezia e Ferrara, fu conquistata dal duca di Calabria; la pace di Bagnolo del 7 agosto 1484 la fece però tornare sotto Venezia..Nel 1553 si diede stattiti propri. Alla caduta della Repubblica di Venezia seguì le sorti di Brescia.

ARTE

Santuario di Santa Maria della Stefia Risale al secolo XVI; fu edíficato in seguito alle visioni avute nel 1491 da una ragazza del paese. Conserva una pregevole statua lignea della <<Madonna>> di scuola lombarda della fine del '400 attribuibile forse a Clemente Zamara (secc. XV-XVI).

Chiesa parrocchiale della Visitazione di Maria Fu eretta tra il 1615 e il 1632.

PalaZZo Avogadro E' un notevole edificio cinquecentesco purtroppo in cattivo stato. Ha facciata severa. All'inteirno, un salone con soffitto affrescato da Lattanzio Gambara (circa 1530-74).

ECONOMIA

Gran parte della popolazione trova oggi occu azione nell'industria, che qui si è avvidata sviluppando in modo sempre crescente negli ultimi decenni a scapito dell'agricoltura. Si produce ghisa, acciai, leghe di ferro, concimi chimici, articoli da arredamento e abbigliamento, etc. I maggiori complessi sono rappresentati dall'Italghisa, dall'Italfond, dalla Coferiegno Reguitti. Numerose sono anche le aziende artigianali e commerciali. L'agricoltura ha ormai un ruolo modesto, pur mantenendo una discreta produzione soprattutto di cereali e foraggi.

INDIRIZZI UTILI

Biblioteca Civica Via XXVI Aprile.
Carabinieri Viale Europa, tel. 620108.
Istituti di Credito Banca S. Paolo, via
XXVI Aprile 56/a, tel. 620117;
Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, via XXVI Aprile 105/a, tel. 620131.
Municipio Piazza IV Novembre 2, tel. 620104.
Poste e Telegrari Via XXVI Aprile 44, tel. 62045 1.
Stazione F.S. Tel. 620121.

Bagolino

geografia Sup. Kmq 109,69; alt. da m 368 a m 2.583 s.m.; frazioni: Lago d'Idro, Monte Brealone, Monte Setteventi, Ponte Caffaro, Valle Dorizzo; ab. (bagolinesi) 4.304; dist. Km 60; tel. 0365; c.a.p. 25072.
Storia Dal 1180 possesso del vescovado di Trento; fu da questo data come feudo ai Conti d'Arco e poi ai Mettifogo dì Breno. Passò di seguito ai Lodrone, fino al 1472.
Arte Case antiche; bellissima chiesa roica di S. Rocco (sec. XV) con ciclo di affreschi del Da Cemmo. Parrocchiale seicentesca con ricchi altari lignei e pale di vari autori.

Barbariga

Geografia Sup. Kmq 11,14; alt. da m 76 a m 89 s.m.;frazioni: Frontignano; ab. (barbarighesi) 1.826; dist. Km 21; tei. 030; c.a.p. 25030.
Storia Seguì le vicende storiche dei territori della pianura bresciana.
Arte Chiesa parrocchiale. Santurio di S. Maria del Ducco (sec.XVIII).
Economia Fiera: 15 giugno (se non cade di domenica, la fiera si tiene la domenica successiva); tratta dolciumi e giocattoli.

Barghe

Geografia Sup. Kmq 5,45; alt. da m 277 a m 700 s. m.; ab. (barghesi) 886; dist. Km 32; tel. 0365; c.a.p. 25070.
Storia Gli avvenimenti storici furono quelli della Valle Camonica.
Arte Parrocchiale risalente ai secoli XVI e XVII. Chiesa di S. Gottardo, su una parete rocciosa con una caverna che presenta tracce di breccia ossifera.
Economia Mercato: tutti i giorni feriali.

Bassano Bresciano

Geografia Sup. Kmq 9,42; alt. da m 59 a in 67 s.m.; ab. (bassanesi) 1.415; dist. Km 26; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Fu dapprima territorio dei vescovi di Brescia; nel sec. XV fu libero comune, e nel 1427 giurò fedeltà alla Repubblica Veneta.
Arte Da visitare il palazzo del Comune (sec. XVI) e il settecentesco palazzo Brunelli. Parrocchiale con statue lignee e dipinti.

Bedizzole

Geografia Sup. Kmq 25,71; alt. da m 135 a m 208 s.m.; frazioni: Monterosco, Pontenove, San Vito; ab. (bedizzolesi) 6.279; dist. Kjn 17; tel. 030; c.a.p. 25081.
Storia Centro di insediamento antico, formata da più nuclei, di cui ora l'uno ora l'altro acquistavano preminenza. Fu feudo degli Averoldi di Drugolo.
Arte Pieve romanica di Pontenove. A Piazza, castello e Parrocchiale settecentesca, con sculture e dipinti coevi. In località Moscantino, la settecentesca villa Brognoli.
Economia Fiera: gennaio (primi tre giorni dell'ultima settimana intera - SS. Tridui@ Divertimenti vari.
Mercato: ogni domenica.

Berlingo

geografia Sup. Kmq 4,55; alt. da m 118 a m 133 s.m.; frazioni: Berlinghetto; ab. (berl;nghesi) 1.521; dist. Km 18; tel. 030; c..a.p. 25030.
Storia Appartenne ai vescovi di Brescia fino al sec. XV; in seguito passò alla Repubblica Veneta. Fu feudo dei Martinengo.
Arte Parrocchiale che risale agli anni intorno al 1650; la facciata fu però ricostruita nel 1902.

Berzo Demo

geografia Sup. Kmq 16,03; alt. da m 440 a m 2.841 s.m.; frazioni: Monte; ab. (berzesi) 1.895; dist. Km 89; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Seguì le vicende della Valle Camonica; nel 14'n entrò a far parte dei territori
della Repubblica Veneta, a cui rimase fino al 1797.
Economia Mercato: ogni sabato.

Berzo Inferiore

geografia Sup. Kmq 21,92; alt. da m 300 a m 2.160 s.m.; frazioni: Colombino; ab. (berzesi) 1.642; dist. Km 64; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Posto in un territorio di insediamento antico, partecipò alle vicende storiche della Valle Camonica.
Arte Opere del Da Cemmo nella quattrocentesca Pieve di S. Lorenzo e sotto il portichetto del piazzale. Parrocchiale (sec. XVII) con dipinti di Albricci e del Fiamminghino.
Economia Fiera: 3 marzo <<Festa Beato P. Innocenzo da Berzo>>; 23-24 settembre <<Festa Patronale Madonna della Mercede>>.

Bienno

geografia Sup. Kmq 30,97; alt. da m 398 a m 2.212 s.m.; frazioni: Monte Auccia; ab. (biennesi) 3.498; dist. Km 66; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Posto in territorio di antico insediamento, fu feudo dei Ronchi di Breno e seguì poi le vicende della Valle Camonica.
Arte Chiesa di S. Maria Annunziata (sec' XV), con statue lignee ed affreschi di vari autori. Parrocchiale di Bagnadore con 20 cappelle. Palazzo Fè d'Ostiani.
Economia Merr,.ito: o ni venerdì.

Bione

geografia Sup. Krnq 17,56; alt. da m 341 a m 1.270 s.m.; frazioni: Pieve, San Faustino; ab. (bionesi) 1.162; dist. Km 31; tel. 0365; c.a.p. 25070.
Storia Nel medioevo fu possedimento del monastero bresciano di San Faustino prima, e dei vescovi di Brescia poi. In seguito passò ai Visconti e alla Repubblica Veneta, facendo parte della quadra di Val Sabbia.

Borgo

S. Giacomo

Geografia Sup. Kmq 29,40; alt. da m 46 a m 79 s.m.; frazioni: Acqualunga, Farfengo, Motella, Padernello; ab. (gabianesi) 4.424; dist. Km 33; tel. 030; c.a.p. 25022.
Storia Appartenne alla Repubblica Veneta e in questo periodo fu feudo dei Martinengo. Fino al 1863 si chiamò Galiano.
Arte Nella frazione di Padernello (Km 4), castello medioevale con grande parco. Nel vicino comune di S. Paolo, castello di Pedergnaga. Chiesa di S. Genesio (sec. XV).
Economia Fiera: 25 luglio.

Borgosatollo

Geografia Sup. Kmq 8,38; alt. da m 105 a m 119 s.m.; ab. (borgosatollesi) 6.668; dist. Km 7; tel. 030; c.a.p. 25010.
Storia Seguì le vicende del territorio di Brescia.
Arte Chiesa dei SS. Faustino e Giovita, con dipinti seicenteschi. Parrocchiale del 1762 progettata da A. Marchetti.

Borno

geografia Sup. Kmq 29,58; alt. da m 650 a m 2.492 s. m.; frazioni: Monte Pizzo Carnino, Palline; ab. (bomesi) 2.721; dist. Km 70; tel. 0364; c.a.p. 25042.
Storia Centro di probabile insediamento romano; nel medioevo appartenne ai Fostinoni e ai Federici; partecipò poi alle vicende storiche della Valle Camonica.
Arte Incisioni rupestri e resti romani ne testimoniano l'antica origine. Affreschi del '500 nella chiesa di S. Antonio e nella Parrocchiale dell'Xl secolo.
Economia Mercato: ogni mercoledì (dal 115 al 31/10 settimanale, dal 1/11 al 3014 quindicinale).

Botticino

geografia Sup. Kmq 18,50; alt. da m 137 a m 900 s.m.; frazioni: Botticino Mattina, Botticino Sera, San Gallo; ab. (botticinesi) 8.475; dist. Km 10; tel. 030; c.a.p. 25080.
Storia Il suo nome compare per la prima volta in documenti dell'Xl secolo; appartenne al capitolo della cattedrale di Brescia, seguendo le sorti della città.
Arte Chiesa romanica dei SS. Faustino e Giovita; due parrocchiali settecentesche.

Bovegno

geografia Sup. Kmq 48,59; alt. da m 536 a m 2.215 s.m.; frazioni: Gratticelle, Ludizzo, Magno, Monte Crestoso, Zigole; ab. (bovegnesi) 2.634; dist. Km 34; tel. 030; c.a.p. 25061.
Storia Nel medioevo fu centro minerario (vi si estraeva il ferro); nel 1341 formulò statuti propri. Nel 1427 entrò a far parte dei domini di Venezia.
Arte Parrocchiale di S. Giorgio, con ancone lignee dei Pialorsi e pala del Paglia. A Collio chiesetta tardo-romanica di S. Rocco.
Economia Mercato: primo mercoledì di ogni mese.

Bovezzo

geografia Sup. Kmq 6,35; alt. da m 184 a m 1.020 s.m.; ab. (bovezzesi) 4.740; dist. Km 6; tel. 030; c.a.p. 25073.
Storia Le sue prime notizie si ricavano da documenti del XIII secolo; appartenne come feudo agli Avogadro, ai Brioni e ai Rampinelli.
Arte Oratorio di S. Carlo con pala d'altare seicentesca del Cossali. Antichi palazzi signorili.

Brandico

geografia Sup. Kmq 8,16; alt. da m 92 a m 107 s.m.; frazioni: Vaso Calina; ab. (brandichesi) 794; dist. Km 19; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Fu un'antica sede pievana; successivamente divenne feudo dei Ducco e dei Pisogni-Gonella.
Arte Parrocchiale risalente al '700.

Braone

Geografia Sup. Kmq 12,37; alt. da m 297 a m 2.673 s.m.; frazioni: Monte Stabio; ab. (braonesi) 559; dist. Km 73; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Centro di antica origine, appartenne come feudo ai Griffi.
Arte Case antiche, con lunghi ballatoi in legno; numerosi portali che recano date dei secoli XVI e XVII. Parrocchiale settecentesca.

Breno

Geografia Sup. Kmq 58,79; alt. da m 294 a m'2.843 s.m.; frazioni: Laghi, Monte Laione; ,ab. (brenesi) 5.558; dist. Km 68; tel. 0364; c.a.p. 25043.
Storia Nucleo di antico insediamento, divenne il centro più importante della valle nel sec. XII, e tornò ad esserlo sotto i Visconti (sec. XIV) e sotto la Repubblica Veneta (1427-1797).
Arte Il castello, di forme trecentesche, conserva la muraglia, tre torrioni e sotterranei dalle ampie volte a botte. Mirabili affreschi del Romanino nella Chiesa di S. Antonio (sec. XIV) e nel Duomo (sec. XVII). Economia Fiera: ultima settimana di gennaio <<Fiera delle Belle>>.

Brione

Geografia Sup. Kmq 6,82; alt. da m 3 ' 20 a m 1.035 s.m.; frazioni: Riviere, San Zenone; ab. (brionesi) 409; dist. Km 18; tel. 030; c.a.p. 25060.
Storia Nel medioevo appartenne al comune di Brescia, che lo concesse poi in feudo ai Nozze. Nel 1483 fu incluso nei possedimenti dei Conti di Lodrone.
Arte Palazzo Balio, in località Vesalla.

Comuni della provincia di Brescia

- C -

Caino

Geografia Sup. Kmq 17,13. alt. da m 315 a m 1.217 s.m.; ab (cainesi) 1.437; dist. Km 14; tel. 030; c.a.p.25070
Storia Posto in area di insediamento romano. Nel '200 e '300 fu coinvolto nelle lotte fra Guelfi e Ghibellini; nel '400 entrò a far parte della Repubblica Veneta.
Arte Parrocchiale con pala d'altare settecentesca del Cignaroli; pregiati dipinti del seicento.
Economia Mercato: ogni giorno feriale.

Calcinato

Geografia Sup. Kmq 32,67; alt. da m 108 a m 176 s.m.; frazioni: Clacinatello, Ponte San Marco; ab. (calcinatesi) 8.083; dist. Km 18; tel. 030; c.a.p. 25011.
Storia Nel 1100 fu feudo dei Montichiari; successivamente seguì le vicende dei territori di Brescia. Nel 1706 vi ebbe luogo una battaglia tra Francesi e imperiali.
Arte La parrocchiale seicentesca, ripresa nel 1838, conserva una tela attribuita a Palma il Giovane.
Economia Fiera: 8 settembre «Santa Maria».

Calvagese della Riviera

Geografia Sup. Kmq 11,60; alt. da m 157 a m 264 s.m.;frazioni: Carzago Riviera, Mocasina; ab. (calvagesini) 1.842; dist. Km 22; tel. 030; c.a.p. 25080.
Storia Nel sec. XII fu tra i feudi dell'abazia di Leno; nel1427, insieme agli altri paesi della riva gardesana, passò alla Repubblica Veneta, di cui seguì le vicende.
Arte Avanzi del castello medioevale.La Parrocchiale, ricostruita in età barocca, custodisce una tela del Romanino.

Calvisano

Geografia Sup. Kmq 44,54; alt. da m 57 a m 86 s. m.;frazioni:Canove, Malpaga, Mezzane, Viadana Bresciana; ab. (calvisanesi) 6.300; dist. Km 24; tel. 030; c.a.p. 25012.
Storia Nel medioevo fu uno dei feudi dell'abazia di Leno; appartenne poi al comune di Brescia, e ne seguì le sorti.
Arte Imponente castello Lechi (sec.XVI). Dipinti del Moretto e del Romanino nella Parrocchiale, ricstruita nel '700. Dipinti in S.Maria della Rosa(sec.XV) con chiostro..
Economia Fiere: 14 febbraio «Beata Cristina»; prima domenica di ottobre; 31 dicembre «Festa Patronale». Mercato: ogni lunedì.

Capo di Ponte

Geografia Sup. Kmq 18,53; alt. da m 350 a m 2.198 s.m.; ab. (capontini) 2.490; dist. Km 78; tel. 0364; c.a.p. 25044.
Storia In area di antico insediamento (numerose incisioni rupestri); dal XII sec. appartenne a vari feudatari. Sotto la Repubblica Veneta, fu dei Cemmo e poi dei Federici, fino al sec.XVIII.
Arte Parco Nazionale delle incisioni rupestri, grandioso complesso di graffiti preistorici. Varie chiese romaniche.
Economia Fiera 25 aprile. Mercato: mercoledì (successivo alla seconda, quarta e quinta domenica di ogni mese).

Capovalle

Geografia Sup. Kmq 23,07; alt. da m 500 a m 1.508 s.m.; ab. (capovallesi) 591; dist. Km 59; tel. 0365; c.a.p. 25070.
Storia Seguì le vicende degli altri centri della Val Sabbia. Dal 1906 mutò la precedente denominazione di Hano nell'attuale.
Arte Parrocchiale riedificata nel '700, sul luogo di una precedente chiesa quattrocentesca.
Economia Centro di turismo invernale.

Capriano del Colle

Geografia Sup. Kmq 13,77; alt. da m 76 a m 132 s.m.; frazioni: Fenili Belasi; ab. (caprianesi) 2.557; dist. Km 12; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Nel medioevo fu feudo dei Confalonieri e poi dei Bocca. Nel castello, demolito poi nel quattrocento, venne decisa la congiura contro Ezzelino da Romano (1258).
Arte Parrocchiale ricostruita nel '800. In località Torricello antico oratorio. Alcuni palazzi, tra cui il palazzo Morari.

Capriolo

Geografia Sup. Kmq 10,65; alt. da m 162 a m 756 s.m.; ab. (capriolesi) 6.828; dist. Km 29; tel. 030; c.a.p. 25031.
Storia Il nome deriva dalla famiglia dei Caprioli, di cui fu feudo. Nel 1265 fu conquistato dalle truppe di Carlo d'Angiò, e tre anni dopo dai Torriani.
Arte Castello ricostruito nel 1268. Dipinto del Romanino nella seicentesca Parrocchiale. Palazzi di epoca feudale. Villa Lantieri.
Economia Mercato: ogni venerdì.

Carpenedolo

Geografia Sup. Kmq 29,65; alt. da m 57 a m 122 s.m.; ab. (carpenedolesi) 8.798; dist. Km 25, tel. 030; c.a.p. 25013.
Storia Il primo insediamento risale all'epoca romana; fu possedimento ecclesiastico e in seguito della Repubblica di Venezia.
Arte Torre campanaria del Soratini. Pieve di epoca romanica, con affreschi del '400 e '500. Parrocchiale iniziata nel tardo '600. Santuario della Madonna (sec. XVIII) e resti di un castello medioevale.
Economia Fiere: 25 agosto «S. Bartolomeo», 8 dicembre «Madonna del Castello» Mercato: ogni mercoledì.

Castegnato

Geografia Sup. Kmq 9,17; alt. da m 124 a m 165 s.m.; ab. (castegnatesi) 4.414; dist. Km 8; tel. 030; c.a.p. 25045.
Storia Nel medioevo fu tra i possedimenti dei monaci di Gussago, poi vicinie sotto la giurisdizione del Comune di Brescia prima, e della Repubblica Veneta poi.
Economia Fiera: seconda domenica di maggio «Sagra di S. Vitale». Mercato: giorni feriali.
Credito Bergamasco Via P. Trebeschi 12. tel. (030) 27.21.118.

Castelcovati

Geografia Sup. Kmq 6,19; alt. da m 112 a m 127 s.m.; ab. (castelcovatesi) 3.873; dist. Km 24; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Fu possedimento dei Cluniacensi di Rodengo; passato alla Repubblica di Venezia, appartenne alla quadra di Castrezzato.
Arte Parrocchiale del 1444, rinnovata nel '600, con «Via Crucis» del Teosa; nella chiesa del cimitero affreschi del sec. XV.

Castel Mella

Geografia Sup. Kmq 7,32; alt. da m 98 a m 121 s.m.; frazioni: Fornaci, Onzato, Roncadelle; ab. (castelmellesi) 3.953; dist. Km 8; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Partecipò alle vicende del territorio di Brescia.
Arte La settecentesca Parrocchiale conserva una tela coeva del Paglia. A Onzato, santuario della Madonnina del Boschetto, con dipinto di scuola del Romanino.

Castenedolo

Geografia Sup. Kmq 25,47; alt. da m 107 a m 152 s.m.; frazioni: Bettole, Capodimonte, Macina; ab. (castenedolesi) 8.036; dist. Km 10; tel. 030; c.a.p. 25014.
Storia Fu prima dei vescovi, poi del comune di Brescia; nel sec. XV divenne libero comune, con statuti propri. Nel 1859 vi fu una battaglia di Garibaldini e Austriaci.
Arte Nella Parrocchiale, dipinti dell'Hayez e del Moretto, ed affreschi del Teosa. Nei dintorni ville con giardini.
Economia Mercato: ogni sabato.

Casto

Geografia Sup. Kmq 21,41; alt. da m 329 a m 1.437 s.m.; frazioni: Alonte, Comero; ab. (castesi) 1.556; dist. Km 41; tel. 0365; c.a.p. 25070.
Storia Partecipò alle vicende del territorio bresciano.
Arte Chiesa di Comero (sec. XVIII) con affreschi di Salvini e dipinti di Palma il Giovane e di F. Paglia (sec. XVIII). Parrocchiale ricostruita nel '700.

Castrezzato

Geografia Sup. Kmq 13,70; alt. da m 114 a m 141 s.m.; frazioni: Bargnana; ab. (castrezzatesi) 4.154; dist. Km 21; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Appartenne prima a Coccaglio, poi al comune di Brescia. Sotto la Repubblica Veneta fu capoluogo di una quadra.
Economia Fiera: 29 giugno «S.Pietro e Paolo». Mercato: ogni martedì e venerdì.
Credito Bergamasco Via A. Torri, tel. (030) 71.40.08.

Cazzago San Martino

Geografia Sup. Kmq 22,14; alt. da m 131 a m 298 s.m.; frazioni: Bornato, Calino, Pedrocca; ab. (cazzaghesi) 7.942; dist. Km 16; tel. 030; c.a.p. 25046.
Storia Ebbe forse origine celtica; fu del priorato di S. Giulia nei secc. XI-XIV, e poi di signori locali.
Arte Parrocchiale del primo '600. Palazzo del municipio risalente al sec. XVIII. Villa Bettoni e Guarnieri.
Economia Fiere: seconda domenica dopo Pasqua di «S. Francesco»; ultima domenica di agosto di «S. Bartolomeo»; terza domenica di ottobre della «Madonna». Mercato: ogni lunedì.

Cedegolo

Geografia Sup. Kmq 11,70; alt. da m 373 a m 2.425 s.m.; frazioni: Passo delle Basse; ab. (cedegolesi) 1.602; dist. Km 84; tel. 0364; c.a.p. 25051.
Storia Seguì le vicende della Valle Camonica.
Arte Seicentesca Parrocchiale con portale barocco e alcuni edifici artistici, fra i quali Casa Simoncini (sec. XVII).
Economia Mercato: il lunedì successivo all prima domenica del mese e penultimo lunedì del mese.

Cellatica

Geografia Sup. Kmq 6,42; alt. da m 128 a m 483 s.m.; frazioni: Madonna della Stella; ab. (cellatichesi) 3.512; dist. Km 7; tel. 030; c.a.p. 25060.
Storia Seguì le vicende del Bresciano.
Arte Il cinquecentesco Santuario di Santa Maria della Stella, modificato nel '700, custodisce numerosi dipinti del '600 e '700 Parrocchiale del 1.670.

Cerveno

Geografia Sup. Kmq 21,68; alt. da m 320 a m 2.549 s.m.; ab. (cervenesi) 567; dist. Km 75; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Fu in possesso dei vescovi di Brescia che lo affidarono ai signori di Cemmo; seguì poi le vicende storiche della valle.
Arte Famosa «Via Crucis» (14 cappelle adorne di statue in legno e gesso grandi al naturale). Parrocchiale con numerosi tesori d'arte.
Economia Mercato: ogni sabato.

Ceto

Geografia Sup. Kmq 32,43; alt. da m 323 a m 2.825 s.m.; frazioni: Badetto, Monte Laione, Nadro; ab. (cetesi) 1.503; dist. Km 75; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia In zona di insediamento preistorico (testimoniato da pitture rupestri), appartenne prima al monastero di San Faustino di Brescia, poi a vari feudatari.
Arte Annesso alla Parrocchiale del 1774 vi è un campanile rinascimentale.
Economia Mercato: ogni mercoledì, ogni venerdì nella frazione Nadro.

Cevo

Geografia Sup. Kmq 39,70; alt. da m 426 a m 2.891 s.m.; frazioni: Andrista, Fresine, Lago d'Arno, Monte Re di Castello, Pian della Regina; ab. (cevesi) 1.504; dist. Km 91; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Seguì le vicende storiche della Valle Camonica.
Arte Chiesa di San Sisto, risalente al XII secolo e in parte ricostruita nel sec. XVII.
Economia Mercato: Il secondo e quarto giovedì di ogni mese.

Chiari

Superficie Kmq 38,02.
Altezza Da m 118 a m 166 s.m.
Abitanti (clarensi) 16.604.
Distanza da Brescia Km 23.
Prefisso teleselettivo 030.
C.a.p. 25032.

STORIA

Il nome può derivare o dall'aggettivo latino «clarus» cioè spoglio d'alberi oppure dal nome proprio romano Clarus. In epoca romana Chiari fu un centro fiorente, come testimoniano i numerosi reperti archeologici: vasi, monete, frammenti di mosaici. In epoca medioevale ebbe un castello, ricordato in una bolla papale del 1148. Nel secolo XIII fu coinvolta nelle lotte tra guelfi e ghibellini: nel 1259 fu occupata da Ezzelino da Romano e nel 1272 fu distrutta dai guelfi. Nel 1426 tutto il Bresciano passò sotto la Repubblica di Venezia e Chiari divenne podesteria. Nel 1429 feudo del Carmagnola e si diede statuti propri. Nel 1438 fu occupata dalle truppe di Niccolò Piccinino ma ritornò ben presto a Venezia. Nel 1701 fu teatro di un fatto d'armi della guerra di Successione austriaca: Eugenio di Savoia al comando di truppe imperiali vi sconfisse un esercito franco-ispano-piemontese guidato da un altro Savoia, Vittorio Amedeo II. Chiari seguì poi le vicende di Brescia. Nel 1803 fu annoverata fra le 40 città della Repubblica Italiana e nel 1862, quando entrò a far parte del Regno d'Italia, tale titolo le fu confermato.

ARTE

Duomo dei Santi Faustino e Giovita È una costruzione ogivale del '400; fu rimaneggiata nel '700, quando le fu affiancata l'imponente torre campanaria opera di Antonio Marchetti (1724-91). L'interno è a tre navate su colonne. Conserva una tela di Giambettino Cignaroli (1706-70), il «Transito di San Giuseppe», e opere di Gaetano Monti (1776-1847), Abbondio Sangiorgio (1798-1879), Pompeo Batoni (1708-87), Antonio Calegari (1698-1775 circa), Francesco Podesti (1800-95), Giacomo Trècourt (1812-82). Al primo altare a sinistra, in una grandiosa ancona lignea intagliata è la «Gloria dei Santi», della scuola del Moretto (sec. XVI). Bello è pure un pregevole altare ligneo risalente al secolo XVIII.
Chiesa di Santa Maria Maggiore Quattrocentesca, ha facciata settecentesca di Antonio Marchetti (1724-91). Nell'interno, a tre navate, conserva splendide cantorie del '700 di legno intagliato e dorato, un bel pulpito adorno di bronzi, tele di Francesco (1636-1713 circa) e Antonio Paglia (1679-1747), di Giuseppe Teosa (1760 circa-1848) e altri.
Chiostro di San Bernardino Risale esso pure al '400.
Pinacoteca Repossi Fondata nel 1854, conserva pregevoli opere di Gaetano Monti (1776-1847), del Salmeggia (1550 circa 1626), affreschi del '400, tele del Parmigianino (1503-40), di Palma il Giovane (1544-1628), dello Zuccarelli (1702-88), di Alessandro Magnasco (1667-1749) e uno splendido «San Giacomo» del Caravaggio (1571 circa-1610). Raccoglie inoltre una ricca collezione di stampe e incisioni di autori celebri italiani e stranieri.
Biblioteca Morcelliana Ha sede nel medesimo palazzo della Pinacoteca. Fu fondata nel 1817 dall'archeologo ed epigrafista Stefano Antonio Morcelli. Raccoglie oltre 40.000 volumi e 10.000 codici con preziosissimi incunaboli e manoscritti. Fra i primi, una rarissima «Summa» di San Tommaso stampata a Magonza nel 1467; fra i secondi, gli statuti che Chiari si diede nel 1429.

Economia L'industria e il commercio sono le prevalenti fonti di ricchezza e i settori più importanti sono quello tessile, metallurgico, meccanico, dell'abbigliamento, alimentare. Le trafilerie C. Gnutti, il cotonificio Niggeler e Kupfer, la Legnotecnica Clarense sono le aziende che vantano il maggior numero di occupati. Numerose sono le imprese artigianali ed il commercio dei prodotti agricoli è di notevole interesse.

INDIRIZZI UTILI

Biblioteca «Morcelli» e Biblioteca Comunale. Via Varisco 9, tel. 711816
Carabinieri Pronto intervento, tel. 712111; via G. Rota, tel. 711237-711446.
Comunità di zona Piazza Martiri della Libertà 19, tel. 712553.
Duomo «SS.Faustino e Giovita», piazza Zanardelli, tel. 711114.
Guardia di finanza Via Tommaseo, tel. 711507.
Istituti di Credito Banca Credito Agrario Bresciano, piazza Zanardelli, tel. 711201-712759. Banca Mutua Popolare Agricola di Palazzolo sull'Oglio, via XXV Aprile 38, tel. 711621; Banca Popolare di Bergamo, via Bettolini 6, tel. 711101-711781; Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, via XXV Aprile 65, tel. 711501-711683;
Municipio Piazza Zanardelli, tel. 711761.
Ospedale Via Brescia 131/bis, tel. 711261.
Pinacoteca «Repossi» Via Varisco 9, tel. 711816.
Polizia Stradale Via Cimitero 2, tel. 711318.
Poste e Telegrafi Viale Mellini 13, tel. 711257-712625.
Pretura Via Ospital Vecchio, tel. 711561.
Stazione F.S. Tel. 711146.
Vigili del Fuoco Piazza Martiri della Libertà, tel. 711046.

Cigole

Geografia Sup. Kmq 9,94; alt. da m 48 a m 61 s.m.; ab. (cigolesi) 1.409; dist. Km 30. tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Appartenne come feudo ai Luzzago; seguì poi le vicende del territorio di Brescia.
Arte Castello medioevale (sec. XV) e palazzo Martinoni del '600.

Cimbergo

Geografia Sup. Kmq 26,33; alt. da m 447 a m 2.899 s.m.; frazioni: Monte Frisozzo; ab. (cimberghesi) 740; dist. Km 72; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Nel quattrocento fu dato in feudo ai Lodrone, ai quali rimase.
Arte Zona ricca di graffiti, per lo più risalenti all'età del bronzo. Resti del castello, in posizione spettacolare. Chiesa di S. Giovanni.
Economia Mercato: ogni sabato.

Cividate Camuno

Geografia Sup. Kmq 3,38; alt. da m 250 a m 469 s.m.; ab. (cividatesi) 2.507; dist. Km 65; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Il nome deriva dagli antichissimi Camuni, abitatori della zona. In epoca romana era il capoluogo della valle. Fu poi feudo vescovile.
Arte Avanzi di terme, lapidi, sculture, mosaici, ceramiche. Chiesa di S. Stefano. Parrocchiale con antistante battistero di S. Giovanni. Torre merlata (sec. XII).
Economia Mercato il giovedì successivo alla prima e terza domenica di ogni mese; ogni mercoledì e venerdì, mercato della frutta e verdura.

Coccaglio

Geografia Sup. Kmq 11,96; alt. da m 138 a m 402 s.m.; ab. (coccagliesi) 5.320; dist. Km 19; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Centro di insediamento preistorico, vide molte lotte fra Guelfi e Ghibellini. Conquistato nel 1326 dai Visconti, dal 1427 passò a Venezia, rimanendovi fino a tutto il XVIII secolo.
Arte Torre romana del I sec. a.C. Pieve romanica del sec. XV, con dipinti del '500 e '700.
Economia Mercato: ogni mercoledì.

Collebeato

Geografia Sup. Kmq 5,30; alt. da m 168 a m 483 s.m.; ab. (collebeatesi) 3.264; dist. Km 6; lei. 030; c.a.p. 25060.
Storia Nel medioevo fu territorio dell'abbazia di Leno e in parte, del monastero di San Faustino di Brescia. Nel '400 divenne feudo dei Martinengo.
Arte La Parrocchiale (1896) conserva dipinti di Galeazzi (1608) e di Gandini ('700). Santuario della Madonna del Pianto (l.701).
Economia

Collio

Geografia Sup. Kmq 53,78; alt. da m 677 a m 2.215 s.m.; frazioni: Memmo, Monte Colombine, San Colombano; ab. (colliensi) 2.633; dist. Km 40; tel. 030; c.a.p. 25060.
Storia I suoi avvenimenti furono quelli di Bòvegno fino al 1619, anno in cui un incendio spopolò il paese per lungo tempo.
Arte Di forme goticheggianti (sec. XV) le chiese di S. Rocco e di Tizio Parrocchiale settecentesca con una paia di G. Cossali (sec. XVIII).
Economia Mercato: il terzo lunedì di ogni mese.

Cologne

Geografia Sup. Kmq 13,83; alt. da m 162 a m 452 s.m.; ab. (colognesi) 4.857; dist. Km 22; lei. 030; c.a.p. 25033.
Storia Da sec. XII feudo dei Martinengo, entrò poi a far parte dei domini dei Malatesta.
Economia Mercato ogni venerdì.
Credito Bergamasco Via Marconi 3, tel. (030) 71.50.19/71.53.20.

Comezzano-Cizzago

Geografia Sup. Kmq 15,63; alt. da m 97 a m 118 s.m.; frazioni: Averolda, Quadrivio; ab. (comizzaghesi) 2.011; dist. Km 25; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Centro di antica origine, nel XIV secolo appartenne alla quadra di Chiari; nel 1.427 passò a Venezia.
Arte Resti di un castello medioevale a Comezzano.

Concesio

Geografia Sup. Kmq 18,87; alt. da m 187 a m 1.158 s.m.; frazioni: San Virgilio; ab. (concesianí) 10.567; dist. Km 8; tel. 030; c.a.p. 25062.
Storia Nel medioevo fu dei vescovi di Brescia e poi di feudatari locali. Nel XV secolo entrò a far parte dei territori dei conti di Lodrone. Vi è nato papa Paolo VI.
Arte Chiesa di S. Rocco con affreschi del tardo '400 e un dipinto di Palma il Giovane.
Economia Fiera il 30 novembre «S.Andrea».

Corte Franca

Geografia Sup. Kmq 13,89; alt. da m 187 a m-652 s.m.; frazioni: Borgonato, Colombaro, Nigoline, Timoline; ab. (cortefranchesi) 4.348; dist. Km 21; tel. 030; c.a.p. 25040.
Storia Fu zona bonificata dai Benedettini, che eressero vari monasteri.
Arte A Nigoline, palazzo Monti della Corte (sec. XVII-XVIII).
Credito Bergamasco (fraz. Timoline) Via Roma 85, tel. (030) 98.41.14.

Corteno Golgi

Geografia Sup. Kmq 82,31; alt. da m 695 a m 2.753 s.m.; frazioni: Costa, Monte Lorio, Pisogneto, San Pietro, Sant'Antonio, Santicolo; ab. (cortenesi) 2.198; dist. Km 107; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia I vari centri seguirono le vicende della Valle Camonica.
Arte Chiesa di San Martino (sec. XIV-XV). Dipinto del '400 nella Parrocchiale. Ruderi un castello medioevale.
Economia Mercato: tutti i giorni.

Corzano

Geografia Sup. Kmq 12,26; alt. da m 80 a m 104 s.m.; frazioni: Bargnano, Meano; ab. (corzanesi) 982; dist. Km 20; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Appartenuto al monastero di Pontida fino al XIV sec., fu poi di varie famiglie di feudatari.
Arte Palazzo Curzio (sec. XVI-XVII) e villa Maggi (sec. XVI). Quattrocentesco castello Avogadro a Meano.

Comuni della provincia di Brescia

- D -

Darfo Boario Terme

Frazioni Angone, Erbanno, Gorzone, Montecchio.
Superficie Kmq 36,20.
Altezza Da m 206 a m 1.893 s.m.
Abitanti (darfensi) 12.852.
Distanza da Brescia Km 54.
Prefisso teleselettivo 030.
C.a.p. 25047.

STORIA

Il nome Darfo deriva dal tedesco «Draf» che significa villaggio. Nel 1968, visto il grosso sviluppo dell'attività termale di Boario, il Consiglio Comunale decise di mutarne la denominazione in quella di Darfo Boario Terme. Il nome Boario deriva invece dall'antico «Forum Boario» mercato di buoi che si teneva nella Piana detta di Casino Boario. Nel territorio sono state rinvenute, agli inizi del nostro secolo, numerose incisioni rupestri risalenti al periodo preistorico. La grande maggioranza delle rappresentazioni riporta scene di caccia, dalle quali si deduce che i primissimi abitanti di questa zona furono principalmente un popolo di cacciatori. Intorno al Mille, Darfo fu un importante centro religioso. Fu circa due secoli dopo, e cioè intorno al 1200 che, cominciò gradualmente la formazione del comune di Darfo. Come tutta la Valle Camonica, Darfo, dopo essere stato dominio degli Svevi, degli Angioini e degli Scaligeri, appartenne ai Visconti di Milano fino al 1427, anno in cui passò sotto la podestà della Serenissima Repubblica di Venezia, facendone parte fino alla fine del XVIII secolo. Nel 1797 cadde la Repubblica veneta e nel 1805 Darfo fece parte del Regno d'Italia. Nel 1814-15 dopo il congresso di Vienna, il Comune passò all'Austria quale parte del Regno Lombardo-Veneto.

ARTE

La città di Darfo Boario Terme, conserva in quasi tutti i suoi centri urbani, monumenti e costruzioni di notevole interesse storico e culturale.
Campanile della Chiesa dei Santi Faustino e Giovita A Darfo. Eretta tra i secc. XVII XVIII è di architettura severa e armoniosa.
Chiesa Parrocchiale di Darfo Decorata da affreschi di Pietro Scoluini (1786) e Giuseppe Teosa (1790); l'oratorio conserva un dipinto del Tintoretto.
Castello Federici Edifici tre-quattrocenteschi con Torre.
Chiesetta di S. Martino Ha un campanile del XIV secolo e affreschi del 1400.
Chiesa di S. Maria del Restello Erbanno. In essa vi sono dipinti del secolo XVI dovuti al Romanino.
Oratorio dei Morti Montecchio. Ha affreschi della metà del XV secolo.

ECONOMIA

Fiera: il 15 febbraio.
Mercato: ogni giovedì.

Dello

Geografia Sup. Kmq 23,08; alt. da m 70 a m 92 s.m.; frazioni: Boldeniga, Corticelle Pieve, Quinzanello; ab.(dellesi) 3.713; dist. Km 18; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Dapprima feudo degli Averoldi, fu poi tra i territori del monastero benedettino dei SS. Cosma e Damiano.
Arte La vecchia Parrocchiale conserva tracce del primitivo edificio romanico.
Economia Mercato: ogni mercoledì
Credito Bergamasco Via XI Febbraio 2, tel.(030) 97.11.45.

Desenzano del Garda

Frazioni Lago di Garda, S.Marino della battaglia.
Superficie Kmq 60,11.
Abitanti (desenzanesi) 19.273.
Distanza da Brescia Km 28.
Prefisso teleselettivo 030.
C.a.p. 25015.

STORIA

Nel 1873, durante alcuni scavi effettuati sulla via per Lonato furono rinvenuti numerosi reperti archeologia attribuiti all'età Neolitica. Le popolazioni che abitarono nella zona erano in possesso della forma culturale detta della «Polada», diffusa dal Veneto al Piemonte. Tutto il materiale ottenuto venne raccolto nel Museo Preistorico Rambotti di Desenzano, ma fu successivamente trasferito nel Museo Etnografico di Roma. In epoca romana Desenzano fu ricercato soggiorno dei ricchi, che vi edificarono ville e templi. Pare anzi che dal nome di nobile romano, un certo «Decentium», sia derivata l'attuale denominazione del centro. Teatro di una vittoria sui Goti (269), fu invasa dagli Ungheri e donata nell'879 da Carlo Magno ai monaci di San Zeno di Verona. Conobbe un periodo di splendore come feudo del conte Ugone e passò, nel 1426, sotto la Repubblica di Venezia. Quando Venezia cadde ad opera di Napoleone, fu aggregata a Brescia, di cui seguì le sorti e della cui provincia fa parte tuttora. Il periodo veneto ebbe grande importanza per lo sviluppo di Desenzano che, con lo storico mercato del martedì, «reputato il più famoso d'Italia», acquistò rinomanza e ricchezza. Già nel secolo XVI, infatti, proprio grazie al mercato esso aveva «assai osterie comodissime, atte ad albergar ciascuna da per sé qualunque gran principe».

ARTE

Villa Romana Vi si accede da via Scavi Romani. È decorata con 240 mq. di mosaici policromi che per fattura e colori non sono inferiori a quelli pompeiani. Eretta nel IV secolo sui ruderi di una villa del I secolo d.C., fu ritrovata nel 1921 e costituisce uno dei migliori esempi di architettura romana nella Valle Padana. Si entra nel peristilio, pavimentato a mosaici con ornamentazioni geometriche (quadrati, rombi, intrecci, nodi di Salomone ecc.); a destra si apre una sala ottagonale pure con pavimento musivo a motivi romboidali intrecciati. A sinistra si trovano quattro ambienti con impianto di riscaldamento: due rettangolari di cui uno mosaicato, un bagno e un altro ambiente a croce con il ritratto del proprietario o del Buon Pastore. Di fronte a sinistra c'è un cubicolo, in parte riscaldato, con Amorini, Primavera e Autunno; al centro un atrio con scena di pesca introduce in una «sala trichora» la cui parte centrale è decorata a quadrati e ottagoni con Amorini e Animali in corsa vivacemente policromi ma in parte guasti; le absidi, sulle quali, a sinistra, sono visibili avanzi di mosaico bianco e nero della villa precedente, sono decorate a motivi geometrici. Si accede poi a uno spiazzo erboso chiuso nel fondo da un ninfeo; a sinistra si trova un'auletta, con protome di pantera nel mosaico del pavimento, dalla quale, a sinistra si passa in un ambiente esagonale e, a destra, in uno ottagonale con mosaici geometrici e racemi stilizzati disposti a spicchi. A nord della villa è in corso di scavo una basilica forse paleocristiana, con annessi ambienti del IV secolo.
Castello Conserva solo in parte l'imponenza che ebbe nei secoli. Eretto nel X secolo sui ruderi di un fortilizio romano, perdette col tempo la sua caratteristica difensiva arrivando addirittura ad ospitare abitazioni civili.
Chiesa parrocchiale Dedicata a Santa Maria Maddalena, fu costruita nel 1480 e rifatta nel 1586 su progetto dell'architetto Todeschini. La paia d'altare della cappella del Santissimo è opera di Giovan Battista Tiepolo e raffigura «L'ultima cena». Vi si trovano inoltre tele di Paolo Veronese, del Celesti, del Brusasorci e di altri artisti insigni. Nella sacrestia si trova un ritratto di Sant'Angela Merici (nata a Desenzano nel 1470 circa e santificata nel 1807),opera forse di Alessandro Bonvicino, detto il Moretto, il più illustre pittore bresciano di scuola veneta.
Palazzo Municipale e del Provveditore Progettati nella seconda metà del '500 dall'architetto Todeschini, sono situati in piazza Malvezzi, in cui si erge la statua di Sant'Angela Merici, opera del bresciano Calegari.
Monumento alla Scuola d'Alta Velocità Situato in piazza Matteotti, è opera dello scultore Quaglino e dell'architetto Bordignon.

Comuni della provincia di Brescia

- E -

Edolo

Geografia Sup. Kmq 88,12; alt. da m 640 a m 3554 s.m.; frazioni: Cortenedolo, Laghi, Monte Adamello, Motto Della Scala, Piz Tri, Vico; ab. (edolesi) 4.357;dist Km 99; tel. 0364; c.a.p. 25048.
Storia Fu dapprima possedimento dei Visconti di Brescia, poi dei Visconti (1410), infine della Repubblica di Venezia dal 1427.
Arte Chiesa di S.Giovanni (sec.XV) con affreschi di Paolo da Cailina il Giovane. Case con portali e ornamenti scolpiti.
Economia Fiere: la prima domenica di ottobre; il 24 ottobre «S.Giovanni»

Erbusco

Geografia Sup. Kmq 17,95; alt. da m 180 a m 451 s.m.; frazioni: Villa-Padergnano, Zocco;ab. (erbuschesi) 5.473; dist. Km22; tel. 030; c.a.p.25030.
Storia Centro di insediamento romano. Fu feudo dei Martinengo.
Arte Villa Lechi (sec.XVII) di schema palladiano, con ampio loggiato.
Credito Bergamasco Via provinciale 22/B, tel. (030) 72.60.18.

Esine

Geografia Sup. Kmq 30,96; alt. da m 229 a m 2.200 s.m.; frazioni: Cà di Boter, Monte Vai di Frà, Plemo, Sacca; ab. (esinesi) 3.792; dist. Km 63; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Centro di insediamento romano, dall'XI sec. fu libero comune e formulò statuti propri.
Arte Chiesa di S.Maria Assunta (1485) con affreschi del Da Cemmo. Dipinti del Piazza e sculture del Calegari nella Parrocchiale. Chiesa romanica della Trinità.
Economia Mercato: il mercoledì successivo alla prima e alla terza domenica di ogni mese.

Comuni della provincia di Brescia

- F -

Fiesse

Geografia Sup. Kmq 16,00; alt. da m 34 a m 47 s.m.; frazioni: Cadimarco; ab. (fiessesi) 1.785; dist. Km 40; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Dapprima possedimento dell'abbazia di Leno, passò poi a Venezia, che l'infeudò ai Gambara.
Arte Nella Parrocchiale settecentesca, paia d'altare coeva.
Economia Fiera: «San Giorgio» la prima domenica successiva al 23 aprile.

Flero

Geografia Sup. Kmq 9,70; alt. da m 95 a m 180 s.m.; ab. (fleresi) 4.306; dist. Km 8; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Fu terra dei Vescovi di Brescia, poi del capitolo della cattedrale. Seguì le sorti della città.
Arte Parrocchiale seicentesca.
Economia Mercato: tutti i giorni.

Comuni della provincia di Brescia

- G -

Gambara

Geografia Sup. Kmq 31,13; alt. da m 37 a m 51 s.m.; frazioni: Corvione; ab. (gambaresi) 4.289; dist.Km 35; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Nel sec.X apparteneva all'abbazia di Leno; nel 1154 entrò a far parte dei domini dell'episcopato bresciano. Fu poi di vari feudatari locali.
Arte La Parrocchiale, ricostruita nel XVI secolo, conserva un dipinto del Marone ('500).
Economia Fiera: «San Giuseppe» il 19 marzo; «San Gottardo» il 4 maggio; «San Salvatore» il 25 luglio; «Santa Lucia» la domenica successiva il 13 dicembre. Mercato: ogni sabato.

Gardone Riviera

Geografia Sup. Kmq 20,62; alt. da m 65 a m 1.330 s.m.; frazioni: Lago di Garda, Tresnico; ab. (gardonesi) 2.618; dist. Km 33; tel. 0365; c.a.p. 25033.
Storia Nel medioevo fu territorio ecclesiastico, affidato agli Ugoni. Seguì poi le vicende di Brescia.
Arte Settecentesca Parrocchiale di S. Nicola con campanile trecentesco e interno barocco. Sul piazzale antistante, ingresso al Vittoriale, già dimora di G. D'Annunzio.

Gardone Val Trompia

Frazioni Magno.
Superficie Kmq 27,01.
Altezza Da m 301 a m 1391 s.m.
Abitanti (gardonesi) 12.008.
Distanza da Brescia Km 18.
Prefisso Teleselettivo 030.
C.a.p. 25063.

STORIA

Trompia è il nome dato alla valle percorsa dal Mella. Deriva forse da «vallis trium plebium» con riferimento alle sue pievi più antiche della valle: Inzino, Bovegno, Lumezzane. Gardone deriva dal vocabolo basso latino «garda» che a sua volta deriva da greco «warda», cioè guadia lungo le strade militari, oppure luogo elevato adatto per osservazioni militari. In località Inzino furono rinvenute lapidi romane e a Magno d'Inzino tombe della stessa epoca. Gardone è però, probabilmente, di origine posteriore, forse alto-medioevale. Seguì le vicende degli altri centri della Val Trompia che nel 1426 entrò a far parte dei domini della Serenissima Repubblica di Venezia. Nel 1440 questa concesse alla valle ampia autonomia. Nella prima metà del '400 ebbe inizio la fabbricazione delle armi, favorita da Venezia che nel 1608 istituì un fondaco per la raccolta obbligatoria di tutta la produzione. Questa proibizione del libero commercio fece decadere l'industria e il fondaco dovette essere chiuso nel 1640. La fabbricazione delle armi riprese un po' di vigore nel XVIII secolo, con la concessione da parte di Venezia dello sfruttamento di miniere. Dopo la caduta di Venezia, durante la Repubblica Cisalpina, Gardone fu capoluogo della Val Trompia, denominata Cantone del Mella. Nel 1814 fu teatro di uno scontro fra truppe austriache e del Regno Italico.

ARTE

Chiesa di Santa Maria degli Angeli Fu eretta nel 1442 per volere di San Bernardino da Siena. Preceduta da portico, conserva affreschi quattrocenteschi e la cornice di un Polittico disperso del Moretto. Sul suo fianco destro si trova il chiostro, purtroppo manomesso, dell'antico convento.
Chiesa parrocchiale di San Marco Conserva dipinti di scuola veneta e bresciana dei secoli XVII e XVIII di Francesco Paglia (1636-1713 circa), Antonio Gandino (1565-1630 circa), Francesco Lorenzi (1723-87).
Chiesa di San Carlo Decorata da affreschi di Pietro Scalvini (1718-92), conserva all'elegante altar maggiore, del 1756, una pala di Francesco Paglia entro ricca cornice.
Palazzo Comunale Già Chiminelli. È un bell'edificio barocco settecentesco.

ECONOMIA

La fabbricazione delle armi da fuoco leggere, prevalentemente fucili da caccia è l'attività tradizionalmente più importante di questo comune; essa rappresenta la quasi totalità della produzione nazionale di settore. Le maggiori aziende sono la Beretta e la Bernardelli, a fianco delle quali lavorano numerose altre aziende artigianali, che eseguono lavorazioni artistiche di pezzi di armi. I settori metallurgico e meccanico seguono per importanza, occupando non solo manodopera locale ma anche proveniente dalle vicine valli. Il commercio e le altre attività terziarie completano il quadro della struttura occupazionale e delle fonti di reddito comunale.

INDIRIZZI UTILI

Banco Nazionale di prova per le armi da fuoco portatili Via Oneto, tel. 837102.
Carabinieri Pronto intervento, tel. 837880; caserma, via 2 Giugno, tel. 837222; caserma Comando Stazione, via V. Bellini 2, tel. 837666.
Casa di Riposo «P. Beretta» via Parini 14, tel. 831295.
Guardia di Finanzia Via XX Settembre 9, tel. 837506.
Guardia Forestale Via Roma 71, tel. 837991.
Istituti di credito Banca Credito Agrario Bresciano, via Matteotti, tel. 837595-837702; Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, piazza Garibaldi 3/a, tel. 837461-837462.
Municipio Via Costa, tel. 837062.
Ospedale Via S. Paolo 19, tel. 831291-837661.
Poste e Telegrafi Piazza Martiri della Libertà, tel. 837416; Magno, via Caregno.
Pretura Via Matteotti 325, tel. 831011-837762.
Stazione Autocorriere Via Matteotti.

Gargnano

Geografia Sup. Kmq 78,28; alt. da m 65 a m 1.497 s.m.; frazioni: Costa, Lago di Garda, Muslone, Navazzo, Sasso; ab. (gargnanesi) 3.493; dist. Km 45; tel. 0365; c.a.p. 25084.
Storia Di probabile origine romana, fu dei conti di Desenzano (XI sec.) e poi dei Castelbarco.
Arte Di notevole valore architettonico l'antico monastero francescano (secc. XIII-XIV). A Bogliaco, villa Bettoni (sec. XVIII) con pinacoteca.
Economia Fiera: il mercoledì successivo all'ottava di Pasqua; «S.Giacomo» il 25 luglio; «S.Martino» l'11 novembre. Mercato: ogni mercoledì.

Gavardo

Geografia Sup. Kmq 29,58; alt. da m 184 a m 877 s.m.; frazioni: Sopraponte, Soprazocco; ab. (gavardesi) 8.770; dist. Km 21; tel. 0365; c.a.p. 25085.
Storia Centro di antico insediamento, fu via via possesso ecclesiastico, degli Scaligeri, dei Visconti e poi di Venezia, che ne fece capoluogo di una quadra.
Arte Chiesetta in stile gotico di S.Rocco. Dipinto del Procaccini nella Parrocchiale Museo del Gruppo Grotte, con resti locali Preistorici e romani.
Economia Fiera: «Santi Filippo e Giacomo» la prima domenica di maggio.

Ghedi

Superficie Kmq 60,14.
Altezza Da m 59 a m 114 s.m.
Abitanti (ghedesi) 11.863.
Distanza da Brescia Km 17.
Prefisso Teleselettivo 030.
C.a.p. 25014.

STORIA

Il nome deriva probabilmente dal longobardo «gaida», cioè luogo in vicinanza di paludi e acquitrini ma situato su terreno asciutto e forte. Ghedi viene citata per la prima volta in un documento dell'843. Un diploma imperiale del X secolo, confermato nel XII, ne assegnò il territorio in feudo all'abbazia di Leno. Con la costruzione di un castello fortificato, Ghedi acquistò sempre più importanza e nei secoli XIII e XIV fu contesa fra guelfi e ghibellini; nel 1306 vi si rifugiarono i guelfi condotti da Tebaldo Brusato. Nel 1426 entrò a far parte dei domini della Serenissima Repubblica di Venezia assieme a tutto il Bresciano e divenne sede di una quadra. Nel 1482 scoppiò la guerra fra Venezia e Ferrara e Ghedi fu occupata dal duca di Calabria assieme a Montichiari, Asola e Bagnolo. La pace di Bagnolo del 1484 riportò però la normalità. Ghedi seguì poi le vicende di Brescia.

ARTE

Chiesa parrocchiale dell'Assunta La sua costruzione fu iniziata nel 1606; il campanile è del '500. All'interno, un pregevole Crocifisso del '500, un'«Assunta » di Pietro Marone (1580) e altri dipinti del Lucchese (1606-75) e di Pompeo Ghitti (1680). Conserva pure un bell'altare barocco di legno.
Nel Municipio e nell'Oratorio maschile sono conservati affreschi del '400 - '500 strappati dalla chiesa di Santa Lucia. Nella cittadina sussistono poi case del '500 '600 a loggiati e scarsi resti del palazzo di Niccolò Orsini, conte di Pitigliano.

ECONOMIA

L'industria è oggi l'attività principale e si esplica fondamentalmente nei seguenti settori: tessile, carta, polveri da sparo, costruzioni meccaniche, lavorazione dei metalli delle materie plastiche e del legno, confezioni ed abbigliamento, alimentare. L'agricoltura è rappresentata nella produzione di cereali, foraggi, allevamento del bestiame bovino e avicoltura. Il commercio occupa una discreta percentuale di popolazione attiva.

INDIRIZZI UTILI

Aereoporto Aeroporto Via Olivari, tel. 901101.
Biblioteca Comunale Via Garibaldi 55, tel. 901600.
Carabinieri Via Piave, tel. 901222.
Istituti di Credito Banca S. Paolo, piazza Roma 1, tel. 901000; Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, piazza Roma, tel. 901141; Cassa Rurale Artigiana dell'Agro Bresciano, piazza Roma, tel. 901001.
Municipio Via F. Filzi, tel. 901061.
Ospedale Civile Via XX Settembre, tel. 901004.
Poste e Telegrafi Via Vittorio Veneto, tel. 901214.
Stazione F.S. Viale Stazione, tel. 901104.

Gianico

Geografia Sup. Kmq 13,26; alt. da m 206 a m 2.012 s.m.; ab. (gianichesi) 1.608; dist. Km 52; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Dal 1400 fu un centro rinomato per la produzione di spade. Seguì le vicende della Valle Camonica.
Arte Santuario della Natività, con affreschi di carattere tiepolesco, Parrocchiale.

Gottolengo

Geografia Sup.Kmq 28,56; alt. da m 47 a m 64 s.m.; frazioni: Solaro; ab. (gottolenghesi) 4.257; dist. Km 31; tel.030; c.a.p. 25023.
Storia Centro abitato fin dai tempi antichi, appartenne all'abbazia di Leno, poi si sottomise a Venezia, diventando sede di un vicariato.
Arte Importante stazione preistorica, conserva un «castelliere» dell'et&agreve; del bronzo. Castello medioevale.
Economia «Sagra della Beata Vergine del Carmelo» il 16 luglio. Mercato: ogni sabato.

Gussago

Geografia Sup. Kmq 24,65; alt. da m 128 a m 877 s.m.; frazioni: Civine, Mandolossa, Piazza, Ronco; ab. (gussaghesi) 10.275; dist. Km 10; tel. 030; c.a.p. 25064.
Storia Di probabile origine celtica, appartenne all'abbazia di Leno e fu una delle più importanti pievi della Franciacorta.
Arte Nella Parrocchiale del XVIII sec. (poi ripresa),dipinti di Teosa e Inganni. Quattrocentesca pieve di Santa Maria.
Economia Fiera: «Fiera mercato della caccia» in agosto, la domenica che precede l'apertura della caccia.

Comuni della provincia di Brescia

- I -

Idro

Geografia Sup. Kmq 22,51; alt. da m 335 a m 1.199 s.m.; frazioni: Crone, Lago d'Idro, Pieve Vecchia; ab. (idresi) 1.356; dist. Km 46; tel. 0365; c.a.p. 25074.
Storia Area abitata già in epoca romana, fu territorio del monastero di Serie e partecipò in seguito alle vicende di Brescia.
Arte Parrocchiale del '600 con sculture lignee dei Pialorsi. Pieve trecentesca di , S.Maria, a Undas, con polittico del '400.
Economia Mercato: ogni mercoledì.

Incudine

Geografia Sup. Kmq 20,35; alt. da m 868 a m 2.910 s.m.; frazioni: Monte Cime Gram, Monte Cresta di San Vito; ab. (incudinesi)516; dist. Km 105; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Il suo nome deriva dalla caratteristica configurazione topografica. Seguì le sorti della Valle Camonica.

Irma

Geografia Sup. Kmq 4,94; alt. da m 618 m 1.549 s.m.; ab. (irmesi) 212; dist. Km 35; tel. 030; c.a.p. 25016.
Storia Zona di antico insediamento; nel medioevo fu dapprima del comune di Brescia, poi dei Visconti, fino alla conquista da parte di Venezia (1427).
Arte Chiesa di S. Lorenzo (sec. XV) con affreschi di Ferramola.

Iseo

Geografia Sup. Kmq 25,54; alt. da m 185 a m 1.000 s.m.; frazioni: Clusane, Lago d'Iseo, Pilzone; ab. (iseani) 8.193; dist Km 23; tel. 030; c.a.p. 25049.
Storia In territorio di antico insediamento, nel medioevo fu degli Scaligeri, poi dei Visconti che lo affidarono in feudo agli Oldofredi.
Arte Pieve di S. Andrea (sec. XII) con campanile romanico; chiesa del Mercato (sec. XVII) e di S.Giovanni (sec. XVIII). Castello Odolfredi. Palazzo comunale del Vantini.
Economia Fiera: venerdì Santo. Mercato: ogni martedì e venerdì

Isorella

Geografia Sup. Kmq 15,22; alt. da m 48 a m 60 s.m.; ab. (isorellesi) 2.865; dist. Km 28; tel. 030; c.a.p. 25010.
Storia Dapprima territorio dell'abbazia di Leno, passò poi ai Martinengo e al monastero di Fontana Coperta. Dal 1427 fu di Venezia, cui si ribellò in varie circostanze.
Arte Parrocchiale del 1707.
Economia Fiera: «San Rocco» dal 15 al 17 agosto. Mercato: ogni giovedì.

Comuni della provincia di Brescia

- L -

Lavenone

Geografia Sup. Kmq 31,87; alt. da m 330 a m 1.976 s.m.; frazioni: Presegno; ab. (lavenonesi) 750; dist. Km 42; tel. 0365; c.a.p. 25070.
Storia Nel medioevo fu centro di artigianato fiorente; vi si producevano panni nostrani e vi si estraeva il ferro.
Arte Parrocchiale di S. Bartolomeo, con altare scolpito dai Pialorsi e dipinto di scuola veneta.
Economia Fiera: 24 agosto «S.Bartolomeo».

Leno

Frazioni Castelletto, Milzanello, Porzano.
Superficie Kmq 58,28.
Altezza Da m 50 a m 79 s.m.
Abitanti (lenesi) 10.209.
Distanza da Brescia Km 21
Prefisso Teleselettivo 030.
C.a.p. 25024.

STORIA

Nel territorio venne rinvenuta un'epigrafe tardo romana (VI sec.). Le vicende di Leno si identificarono per lungo tempo con quelle dell'Abbazia di San Benedetto fondata nell'anno 758 dal re longobardo Desiderio. Alcune donazioni successive permisero all'Abbazia di estendere la sua influenza su una vasta parte del territorio bresciano. Nel 962 Ottone I ampliò largamente le concessioni già fatte. Nel secolo XI l'Abbazia entrava in lotta con i Comuni e i nobili locali. Verso il XIII secolo cominciava la sua decadenza e l'abate, che fino allora aveva proprietà e diretto dominio su tutto il territorio venne spogliato di vari diritti di giurisdizione e di patrimonio. Infine nel 1781 la Serenissima Repubblica di Venezia ne alienò i beni. Dell'antica Abbazia è rimasta solamente una lunetta del '200 e due leoni del periodo tardo-romani ora ai lati del portale della parrocchiale.

ARTE

Chiesa parrocchiale di Leno, dedicata ai Santi Pietro e Paolo venne costruita tra il 1761 e il 1781. Conserva sul portale due leoni di marmo di epoca tardo-romanica.

Limone sul Garda

Geografia Sup. Kmq 26,20; alt. da m 65 a m 1.621 s.m.; frazioni: Lago di Garda; ab. (limonesi) 989; dist. Km 63; tel. 0365; c.a.p. 25010.
Storia Seguì le vicende di Brescia, cui appartenne fin dal XII secolo. Fu terra di confine fino al 1918.
Arte Palazzo Gherardi detto della Finanza; Parrocchiale barocca e chiesetta di S.Rocco; nell'oliveto S.Pietro, con frammenti dei secc. IX e X.
Economia Mercato: ogni martedì.

Lodrino

Geografia Sup. Kmq 16,59; alt. da m 450 a m 1.462 s.m.; frazioni: Invico, Villa; ab. (lodrinesi) 1.237; dist. Km 30; tel. 030; c.a.p. 25060.
Storia Fu tra i possedimenti del monastero bresciano di S. Salvatore (sec. Vili). Fino al XVII secolo fu centro siderurgico.
Economia Mercato: ogni giovedì.

Lograto

Geografia Sup. Kmq 12,06; alt. da m 101 a m 123 s.m.; frazioni: Navate; ab. (logratesi) 2.509; dist. Km 15; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Appartenne al capitolo di Brescia, ci al comune della città. In seguito fu del ,Visconti e della Repubblica Veneta (fino al 1797).
Arte Palazzo Morando (sec. XVII).
Economia Fiera: «S.Giovanni>, il 24 giugno. Mercato: ogni domenica.

Lonato

Frazioni Bettola, Castel Venzago, Centenaro, Esenta, Lago di Garda, Madonna della Scoperta, Maguzzano, San Tomaso, Sedena.
Superficie Kmq 68,61.
Altezza Da m 65 a m 281 s.m.
Abitanti (lonatesi) 10.580.
Distanza da Brescia Km 22
Prefisso Teleselettivo 030.
C.a.p. 25017.

STORIA

Il nome può derivare dal nome proprio etrusco Leuna, oppure anche dal termine «lunatus», cioè località in cui esisteva un volto ad arco. Nel 1873, in una torbiera a due chilometri da Lonato, fu scoperta la stazione preistorica detta della Polada che testimonia di un insediamento umano fin dalla prima età del bronzo (2000 a.C.). Vi sono state rinvenute palafitte e suppellettili, soprattutto vasi ad ansa di terracotta grigioscura non ornata e a pareti piuttosto grosse chiamati poculi. Nel territorio di Lonato fu rinvenuto pure materiale di epoca romana, anche se la località viene citata per la prima volta nel 909, in un documento con il quale Berengario I concedeva ai lonatesi di fortificare il loro borgo a difesa contro le invasioni degli ungari. Nei secoli XI e XII vi ebbero successivamente diritti i vescovi di Verona, i conti di Montichiari, il Comune di Brescia. Nei primi anni del '300 fu contesa, per la sua posizione strategica, fra Torriani, Estensi e Scaligeri e nel 1313 fu dominio dei Gonzaga di Mantova. Nel 1354 passò, assieme a Brescia, alla riviera gardesana e alla Valle Camonica, sotto Bernabò Visconti. Come conseguenza di tutti questi fatti d'arme, Lonato fu quasi distrutta e ricostruita più a valle. Nel 1426 entrò nell'orbita veneziana e fu podesteria minore, ma dopo poco, nel 1431, fu conquistata da Gian Francesco Gonzaga, il quale, tuttavia, la perdette nel 1440. Nel 1484 la riviera del Garda si diede statuti propri, ma Lonato rimase esclusa dalla comunità perché era una fortezza troppo importante per le comunicazioni fra Venezia e le province lombarde, per cui la Serenissima la governava tramite un provveditore. Nei primi anni del '500 Venezia fu sconfitta ad Agnadello dai francesi di Luigi XII e costretta ad abbandonare la Lombardia. Nel 1509 Lonato insorse contro i francesi, ma solo nel 1516 ritornò stabilmente sotto il dominio veneziano. Nel '700 fu teatro di due importanti battaglie: quella fra gli austro-piemontesi guidati da Eugenio di Savoia e i franco-spagnoli (1706) e quella fra Napoleone e l'Austria (1796). Il 17 marzo 1797 venne proclamata la Repubblica Bresciana; a Lonato, nelle valli e sulla riviera gardesana scoppiò un'insurrezione che però fu in breve domata. Il 1° maggio il territorio fu diviso in 10 cantoni, mentre la Repubblica Bresciana veniva aggregata alla Cisalpina. La dominazione veneziana era terminata e le si sostituiva quella francese alla quale succedeva, dopo la caduta di Napoleone (1815), quella austriaca. Durante la seconda guerra d'indipendenza Vittorio Emanuele II pose il suo quartier generale a Lonato, che partecipò ai fatti dell'indipendenza italiana e seguì le sorti di Brescia.

ARTE

Chiesa di S.Zeno È una bellissima chiesa paleocristiana a conci di pietra e fu l'antica parrocchiale di Lonato. Originaria del V secolo, venne ricostruita in forme romaniche nel XII. L'abside, con alte monofore, è decorata da archetti a gruppi di trecon i peducci e i capitelli delle lesene scolpiti. L' interno, a una navata, fu alterato nel '700.
Chiesa di San Cipriano Romanica (secolo XII), è ad una navata a conci di pietra.
Chiesa della Madonna del Corlo Eretta nel secolo XIV, venne in parte rifatta nel XVII. All'interno conserva affreschi del '300, '600 e '700 e stucchi settecenteschi del lonatese Paolo Soratini (1682-1762); conserva inoltre una «Trinità» di Francesco Paglia (1636-1713 circa), «San Michele Arcangelo» di Pietro Marone (1548-1625) e sull'altar maggiore un bel trittico del Moretto (circa 1498-1554): «Sant'Agata-Santa Lucia-Natività della Vergine».
Duomo di San Giovanni Battista Impreziosito da un'ampia e bella cupola, fu eretto tra il 1738 e il 1780 su disegno del Soratini. L'interno è a croce latina Conserva tele di Pietro Liberi (1645), Paolo Farinati (1582), Giambettino Cignaroli (1751), Andrea Celesti (1695). In sacrestia un pregevole trittico su tavola di Bemardino Licinio.
Rocca viscontea Eretta verso il Mille, fu ricostruita nel '300 da Azzone Visconti. Oggi rimangono la porta d'accesso e la cinta di mura merlate.
Casa del podestà Sorge entro la Rocca viscontea. Fu ricostruita nei primi anni del '900 nelle originarie forme quattrocentesche. Custodisce raccolte di peltri e ceramiche, mobili antichi, miniature, stampe, disegni (fra cui alcuni del Tiepolo e dell'Appiani), quadri, sculture. Ha inoltre una notevole biblioteca ricca di circa 400 incunaboli di cui alcuni rarissimi, codici miniati, autografi e circa 4.000 volumi stampati fra il '500 e l'800.
Torre maestra È una bella costruzione cinquecentesca con merlatura alla sommità.
Palazzo della Pretura Già Zambelli. Dei secoli XVII-XVIII, è stato ripristinato nelle forme originali.
Colonna con il leone di San Marco Risale al secolo XVIII.
Abbazia benedettina di Maguzzano Di essa rimane solo l'ampio chiostro quattrocentesco.
Castello Averoldi Ora Lanni della Quara. A Drugolo. Di antica origine (forse secolo XIII), fu trasformato in maniero residenziale da interventi iniziati nel '400 e proseguiti nei secoli successivi. Presenta elementi architettonici e decorativi assai singolari. Accurati restauri eseguiti nel 1934 ne hanno arrestato il decadimento.

ECONOMIA

Le attività economiche di maggior rilievo sono le industrie metallurgiche, meccaniche, della lavorazione dei minerali non metalliferi, della costruzione di impianti e del commercio al minuto. Sono presenti anche i settori del mobile e dell'arredamento, edilizio, tessile, alimentare, delle confezioni e delle materie plastiche. L'agricoltura dà prevalentemente uva, cereali e foraggi; questi ultimi poi favoriscono l'allevamento del bestiame. Numerose piccole aziende si dedicano all'avicoltura.

INDIRIZZI UTILI

Biblioteca Piazza Martiri della Libertà.
Carabinieri Via Pozzolo, tel. 915051.
Duomo Piazza Vittorio Emanuele 11, tel. 915160.
Ente Fiera Piazza Martiri della Libertà.
Fondazione «Ugo da Como» Via U. da Corno, tel. 915060.
Istituti di Credito Banca Credito Agrario Bresciano, via Tarello 2, tel. 915049; Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, via Garibaldi 71, tel. 915125.
Municipio Piazza Martiri della Libertà, tel. 915001-915364.
Ospedale Civile Corso Garibaldi 3, tel. 915033.
Ospedale Sanatorio dei Colli Via Arriga Alta, tel. 915786.
Poste e Telegrafi Piazza Martiri della Libertà, tel. 915069; Centenaro, tel. 915826.
Pretura Via Zambelli angolo via Girelli, tel. 915055.
Pro Loco Piazza Martiri della Libertà.
Stazione Autocorriere Piazza Gramsci.
Stazione F.S. Tel. 915203.
Vigili Urbani Piazza Martiri della Libertà, tel. 915349.

Longhena

Geografia Sup. Kmq 3,35; alt. da m 88 a m 97 s.m.; ab. (longhenesi) 543; dist. Km 19; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Fu signoria dei Soncini, e partecipò alle vicende dei centri della pianura bresciana.
Arte Parrocchiale settecentesca. Avanzi di un castello del '400.

Losine

Geografia Sup. Kmq 6,27; alt. da m 294 a m 1.152 s.m.; ab. (losinesi) 617; dist. Km 72; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Appartenne come feudo ai Griffi; seguì le vicende della Valle Camonica.
Arte La chiesa dell'Assunta, rifatta nel '500, conserva l'abside dell'originario edificio romanico. Lavori lignei seicenteschi nella chiesa di S.Maurizio.

Lozio

Geografia Sup. Kmq. 23,89; alt. da m 535 a m 2.549 s.m.; frazioni: Laveno, Monte Concarena, Villa; ab. (loziesi) 703; dist. Km 82; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Centro abitato già in epoca tardo-romana. Fu feudo dei Griffi e dei Federici, e partecipò alle vicende della Valle Camonica.
Arte Resti di un castello medioevale.

Lumezzane

Frazioni S.Sebastiano.
Superficie Kmq 31,26.
Altezza Da m 310 a m 1351 s.m.
Abitanti (lumezzanesi) .
Distanza da Brescia Km 20
Prefisso Teleselettivo 030.
C.a.p. 25065.

STORIA

L'origine del nome è assai incerta. Forse deriva da «lume sano» in relazione all'esposizione al sole dei centri abitati; forse da «Mettianae», cioè terre della famiglia romana dei Mettii; forse ancora da Lemedane che, dal latino «limitare», significherebbe presidio romano posto al confine del territorio. A Lumezzane vi furono certamente insediamenti romani; lo attestano 5 lapidi che un tempo esistevano presso la chiesa di San Giovanni Battista, che furono ricopiate da archeologi e delle quali l'unica rimasta è conservata, al Museo Romano di Brescia. Sono inoltre tuttora visibili i resti di un acquedotto romano che collegava la valle con Brescia rifornendo questa di acqua potabile. L'acquedotto, iniziato da Augusto e terminato da Tiberio, venne ricordato in un documento del 964 ed era ancora efficiente nell'Alto Medio Evo. Fu solo all'epoca di Augusto che le popolazioni alpine furono assoggettate a Roma, dopo numerosi tentativi; nel 16 a.C., con la spedizione di Silio Nerva, e nel 15 a.C., con la guerra retica, a conquista potè dirsi definitiva. A memoria dell'evento, Augusto fece costruire nel 7-6 a.C., a La Turbie, sulla strada tra Mentone e Nizza, un monumento detto Trofeo delle Alpi; su di esso compaiono 45 «gentes devictae», tra le quali i triumplini e i camuni aprono l'elenco. Nel medioevo i vari nuclei abitati di Lumezzane, organizzati già nella «Communitas de Limesanis», appartennero al vescovo e al Comune di Brescia. Nel 1426 tutto il Bresciano entrò a far parte dei domini della Serenissima Repubblica di Venezia e il 27 novembre dello stesso anno Lumezzane fu data in feudo dal Doge Francesco Foscari a Pietro Avogadro; come feudatario, questi godette dei privilegi dell'esenzione dalle autorità giudiziarie bresciane e della riscossione di dazi e tasse. Questi privilegi durarono fino a tutto il '700, ma dovettero essere più volte confermati. Nel 1671 il ramo principale della famiglia Avogadro si estinse e Lumezzane passò allora sotto la diretta giurisdizione di Venezia; nel 1681, però, Francesco e Girolamo, discendenti di un ramo cadetto della famiglia, acquistarono il feudo per circa 32.000 ducati; i rappresentanti dei due Comuni che allora costituivano Lumezzane Pieve e Sant'Apollonio, ne avevano offerti 4.000 per comperarsi l'indipendenza: troppo pochi. Il 25 settembre 1681 gli Avogadro vennero investiti del feudo, e rimasero signori della valle fin al 1797, anno in cui la Repubblica di Venezia cessò di esistere. Nel 1928 i tre Comuni di Sant'Apollonio, Pieve e San Sebastiano vennero riuniti a formarne uno solo, con sede a San Sebastiano. Lumezzane si compone di numerosi centri che formano però un unico, vasto complesso urbano: Termine, Valle, Mezzaluna, Piatucco, Pieve, Fontana, San Sebastiano (sede del Comune), Sant'Apollonio, Mosniga, Premiano, Renzo, Dosso, Gazzolo, Montagnone, Sonico, Faidana.

ARTE

Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista Ricordata fin dall'inizio del '400, fu rifatta intorno al 1570 e poi allungata tra il 1694 e il 1710. Nella parte meridionale appare un avanzo di costruzione medioevale. L'interno ha volta a batte ed è decorato da pitture settecentesche e da stucchi dei secoli XVII-XVIII. Una tela di «Cristo deposto» attribuita a Caylina il Giovane (circa 14851545) ha una pregevole cornice lignea di Carlo Dossena (notizie inizio sec. XVIII). Notevole è pure l'altare della Madonna del Rosario.
Battistero Anteriore al XV secolo, è ottagonale vicinissimo alla chiesa di San Giovanni. Nel corso del tempo fu adibito anche a cimitero e oratorio, ma sembra indubbia la sua funzione di battistero, data anche la vicinanza ad una chiesa intitolata al Battista. È costituito da una parte sotterranea e da una grande cappella al livello stradale. La parte sotterranea è divisa in sei stanze, ognuna con soffitto laterizio a botte; due di esse ospitano ancora ossa umane. La cappella superiore fu rifatta nel '700 e conserva decorazioni e stucchi dell'epoca.
Chiesa parrocchiale di Sant'Apollonio Il 17 agosto 1673 fu posta la prima pietra dell'edificio, consacrato nel 1685. Nel 1922 un incendio distrusse decorazioni e statue e pregevoli altari lignei barocchi.
Chiesa di Santa Margherita Nominata nel 1573, venne in seguito ricostruita.
Chiesa parrocchiale di San Sebastiano Fu inaugurata nel 1956. È un interessante esempio di architettura contemporanea, soprattutto nelle ardite volte interne.
Chiesa dei Santi Rocco e Anna A Fontana. Fu edificata nel 1668.
Chiesa di Sant'Antonio A Gazzolo. Fu ultimata nel 1713. La pala dell'altar maggiore è opera di Antonio Paglia (1710).
Chiesa parrocchiale di San Carlo A Valle. Nel 1618 esisteva già una chiesa dedicata al santo vescovo, che pure era stato beatificato da pochi anni. Venne rifatta nel 1745. L'interno è affrescato.
Chiesa di San Bernardo sul Colle Nominata nel 1573, è certo anteriore, ma non si sa di preciso a quando risalga.
Oratorio di San Filippo Neri A Piatucco. Risale al secolo XVII.

ECONOMIA

É il comune più industrializzato della provincia di Brescia e lo si può rilevare anche dai dati sottoriportati sulle unità locali aziendali e sul numero di addetti. Le industrie meccaniche, metallurgiche e della lavorazione dei metalli pur essendo di antica tradizione hanno avuto un enorme incremento produttivo nell'ultimo dopoguerra, in seguito alla riconversione industriale e al migliore sfruttamento delle materie prime e dell'energia. Le maggiori aziende sono la S.p.A. Eredi Gnutti (metallurgia), le Officine Carlo Gnutti (costruzione di trasmissioni meccaniche), la Metallurgia Bonomi (costruzione macchine), la Gnutti Sebastiano e Figli (rubinetterie) la Idrosanitaria Bonomi, la O.M.S. Saleri (serramenti). Sempre nei suddetti settori è notevolmente sviluppato l'artigianato, mentre la agricoltura è una fonte di reddito ormai trascurabile.

INDIRIZZI UTILI

Biblioteca Comunale San Sebastiano, via Marconi, tel. 827820.
Carabinieri Via Marconi 33, tel. 871818.
Croce Bianca Via Mazzini 83, tel. 871788.
Direzioni Didattiche I Circolo, S. Sebastiano, via Vitt. Veneto, tel. 82238. II Circolo, S. Apollonio, via Montini 100, tel. 827300.
Istituti di Credito Banca Credito Agrario Bresciano, Pieve, te]. 871130/871334; Banca Nazionale del Lavoro, via Montesuello 98, tel. 827452-827620; Banca Popolare di Lumezzane, S. Apollonio, piazza Portegaia, tel. 827685; Banca Popolare di Lumezzane, S. Sebastiano, via Marconi 16, tel. 82697-827896; Banca S. Paolo, S. Sebastiano, via D'Azeglio 4, tel. 827693-827559; Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, via Montesuello 79, tel. 82339-827516.
Municipio S. Sebastiano, via Montesuello, tel. 827483-82102-827680.
Poliambulanza «Serafino Gnutti» S. Sebastiano, via Mazzini 77, tel. 871800.
Poste e Telegrafi S. Sebastiano, villette Gnutti, tel. 82328-827840; S. Apollonio, via XXV Aprile, tel. 82171; Pieve, tel. 871226.

Comuni della provincia di Brescia

- M -

Maclodio

Geografia Sup. Kmq 5,08; alt. da m 103 a m 122 s.m.; ab. (maclodiesi) 712; dist. Km 16; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Nel medioevo fu territorio del comune di Brescia. Nel 1427 il Carmagnola, capitano della Serenissima, vi sconfisse i Visconti.
Arte Resti del castello. Parrocchiale risalente al '500. Settecentesca villa Calini.

Magasa

Geografia Sup. Kmq 19,18; alt. da m 600 a 1.976 s.m.; frazioni: Cadria, Monte Tombea; ab.(magasini) 372; dist. Km 72; tel. 0365; c.a.p. 25080.
Storia Zona abitata già dai romani, fu dapprima dei conti di Lodrone, e poi dell'Austria fino al 1918.
Arte La Parrocchiale contiene tele di F. Savanni (1723-72).

Mairano

Geografia Sup. Kmq 11,34; alt. da m 87 a m 110 s.m.; frazioni: Pievedizio; ab. (mairanesi) 2.000; dist. Km 17; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Centro di probabile origine romana, seguì le vicende della zona bresciana. Durante il dominio di Venezia fu capoluogo di un vicariato.
Arte Parrocchiale settecentesca, ampliata di recente.

Malegno

Geografia Sup. Kmq 7,00; alt. da m 280 a m 1.152 s.m.; ab. (malegnesi) 2.020; dist. Km 66; tel. 0364; c.a.p. 25053.
Storia Partecipò agli avvenimenti della Valle Camonica, e fu legato in particolare a Cividate.
Arte Parrocchiale, Chiesa di S. Maria al Ponte, con campanile trecentesco e di S. Andrea, con incisioni di età barocca.

Malonno

Geografia Sup. Kmq 30,93; alt. da m 470 a m 2.594 s.m.; frazioni: Forno Allione, Landò, Loritto, Monte Palone, Zazza; ab. (malonnesi) 3.325; dist. Km 91; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Seguì le sorti della Valle Camonica; fu feudo dei conti Cleri e dei Martinengo da Barco.
Arte Torri trecentesche e grande Parrocchiale dai preziosi dipinti.
Economia Fiere: «S.Gallo» il 16 ottobre; «S.Gregorio» il 17 novembre. Mercato: ogni sabato.

Manerba del Garda

Geografia Sup. Kmq 28,96; alt. da m 65 a m 162 s.m.; frazioni: Gardoncino, Lago di Garda, Pieve Vecchia, Solarolo; ab. (manerbiesi) 2.734; dist. Km 31; tel. 0365; c.a.p. 25080.
Storia Zona di antichissimo insediamento. Fu feudo dei Cattaneo e nel 1427 passò a Venezia fino al 1797.
Arte La Pieve di S. Maria, (sec. X) a tre navate con lapidi romane e affreschi, è il monumento di maggior valore artistico di tutta la zona.
Economia Mercato: ogni venerdì e ogni lunedì, nella frazione Pieve Vecchia solo nella stagione estiva.

Manerbio

Superficie Kmq 27,14.
Altezza Da m 59 a m 73 s.m.
Abitanti (manerbesi) 11.498.
Distanza da Brescia Km 23.
Prefisso Teleselettivo 030.
C.a.p. 25025.

STORIA

Il nome deriva dal latino «vicus Minervae», cioè villaggio di Minerva. Di origine preromana, fu importante in epoca-romana, come dimostrano le iscrizioni rinvenute. Nel secolo X fu importante posto fortificato; fu feudo del vescovo di Brescia e dei monasteri di Santa Giulia, San Pietro di Serle e altri. Venne occupata nel 1404 da Pandolfo Malatesta e nel 1440 da Francesco Sforza; nel 1453 fu conquistata dal capitano veneto Gentile della Leonessa. Nel 1511 fu data in feudo dal re di Francia Luigi XII alla famiglia Gambara; durante la dominazione veneziana fu invece capoluogo di una quadra e feudo dei Luzzago.

ARTE

Chiesa parrocchiale di San Lorenzo martire Fu edificata tra il 1715 e il 1741 su progetto di Antonio Turbino (circa 1675-1756); la facciata è opera di Carlo Corbellini (secoli XVIII-XIX), mentre le statue di marmo botticino che l'adornavano sono dei figli di Antonio Calegari (1791). La torre campanaria era della chiesa preesistente: eretta tra il 1603 e il 1606, fu restaurata dopo il 1843 da Rodolfo Vantini che ne modificò la sommità. L'intero, a croce latina, fu affrescato nel 1888. Conserva tele di Francesco Prata (1512-62), di Giovanni Battista Trotti (1598), del Moretto (circa 1498-1554), di Gaudenzio Botti (1698-1775), di Giovanni Battista Pittoni (1687-1767), di Camillo Rama (notizie 1580-1627). Al secolo XV risale un affresco molto venerato. Oltre a statue di Antonio (1698-1775 circa) e Alessandro Calegari (secolo XVIII), sono presenti pure ricchi altari scolpiti di marmo e un elegante fonte battesimale del 1510. Sul soffitto della sacrestia si trova un pregevole affresco di Carlo Carloni.
Chiesa della Disciplina Conserva un dipinto di Giovanni Battista Trotti (1555-1619).
Villa Cantoni È un notevole edificio dei secoli XVIII-XIX.

ECONOMIA

Le industrie manifatturiere, il commercio e la costruzione ed installazione di impianti forniscono la maggior parte dei redditi. Il settore tessile è notevolmente presente con lo stabilimento laniero della Marzotto (più di 1.000 dipendenti), le Confezioni Manerbiesi e altre aziende minori. Sono inoltre rappresentati molti altri settori a livello artigianale (mobilifici, officine meccaniche, etc.). L'agricoltura produce cereali, foraggi e allevamento del bestiame soprattutto da latte.

INDIRIZZI UTILI

Biblioteca Comunale Piazzale Battisti.
Carabinieri Via S. Gervasio, tel. 9380222.
Direz. Didattica Via Palestro, tel. 9380181.
Fondazione «Marzotto» Via G. Verdi, tel. 9380260.
Guardia Finanza Via Palestro, tel. 9380401.
Istituti di Credito Banca Credito Agrario Bresciano, via XX Settembre, tel. 9380107; Banca Popolare di Bergamo, via XX Settembre 1, tel. 9380104-9380106.
Municipio Piazzale Battisti 1, tel. 9380161.
Ospedale Provinciale di Manerbio, Leno, Pontevico Via G. Marconi 7, tel. 9380261.
Poste e Telegrafi Piazza Italia, tel. 9380427.
Stazione F.S. Tel. 9380254.

Marcheno

Geografia Sup. Kmq 22,72; alt. da m 339 a m 1.890 s.m.; frazioni: Brozzo; ab. (marchenesi) 3.480; dist. Km 22; tel. 030; c.a.p. 25060.
Storia Fu centro rinomato per la fabbricazione di armi fin dal '600; seguì le vicende della valle.
Arte Santuario della Madonna, a pianta centrale, con pulpito del Dossena.
Economia Mercato: ogni mercoledì.

Marmentino

Geografia Sup. Kmq 17,85; alt. da m 606 a m 1.704 s.m.; frazioni: Dosso, Ombriano, Ville; ab. (marmentinesi) 796; dist. Km 33; tel. 030; c.a.p. 25060.
Storia Sup. Kmq 17,85; alt. da m 606 a m 1.704 s.m.; frazioni: Dosso, Ombriano, Ville; ab. (marmentinesi) 796; dist. Km 33; tel. 030; c.a.p. 25060.
Arte Parrocchiale con dipinti del Moretto.
Economia Mercato: ogni venerdì.

Marone

Geografia Sup. Kmq 22,95; alt. da m 185 a m 1.550 s.m.; frazioni: Lago d'Iseo, Vello; ab. (maronesi) 3.135; dist. Km 33; tel. 030; c.a.p. 25054.
Storia Centro abitato già in epoca romana, partecipò agli avvenimenti di Brescia, cui appartenne.
Arte Nei dintorni, chiesette vecchie di molti secoli. Da visitare, il Santuario della Madonna della Rota e S. Pietro.
Economia Mercato: ogni giovedì.

Mazzano

Geografia Sup. Kmq 15,36; alt. da m 135 a m 500 s.m.; ab. (mazzanesi) 6.551; dist. Km 11; tel. 030; c.a.p. 25080.
Storia Centro di origine romana, nel medioevo fu feudo di signori locali. Entrato nei domini di Venezia, costituì una quadra a sè.
Arte Nella settecentesca parrocchiale, dipinto attribuito al Moretto (sec. XVI). Villa Emili (sec. XVIII).

Milzano

Geografia Sup. Kmq 8,40; alt. da m 35 a m 56 s. m.; ab. (milzanesi) 1.188; dist. Km 34; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Fu tra i territori dell'abbazia di Leno; appartenne poi in feudo ai Sala, ai Rodengo e ai Gambara.
Arte Nella settecentesca Parrocchiale, dipinti di Paolo da Cailina il Giovane (sec. XVI) e del Celesti (sec. XVII).

Moniga del Garda

Geografia Sup. Kmq 9,40; alt. da m 65 a m 170 s.m.; frazioni: Lago di Garda; ab. (monighesi) 1.186; dist. Km 28; tel. 0365; c.a.p. 25080.
Storia Dapprima possedimento dei monaci di S. Zeno di Verona, fu poi feudo, e in seguito terra dell'abbazia di Leno (dal 1196).
Arte Castello medioevale con all'interno quattro filari di case. Villa Bertanzi del '600. In aperta campagna, chiesetta di S. Michele.

Monno

Geografia Sup. Kmq 30,69; alt. da m 781 a m 2.910 s. m.; frazioni: Monte Cima Cadì, Monti Serottini; ab. (monnesi) 629; dist. Km 104; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Fu uno dei territori appartenenti al monastero di Cluny; seguì poi le vicende della valle.
Arte Parrocchiale, rimaneggiata nel '600; chiese di S.Sebastiano e S.Brizio affrescate dal Corbellini, con intarsi dei Pialorsi.

Monte Isola

Geografia Sup. Kmq 12,79; alt. da m 185 a m 600 s.m.; ab. (montisolani) 1.910; dist. Km 33; tel. 030; c.a.p. 25050.
Storia Nel medioevo l'isola fu contesa da vari signori; passo poi alla Repubblica di Venezia che la trasformò in feudo.
Arte Sul monte, santuario della Madonna della Ceriola, con affreschi del '400. Resti di una rocca feudale.

Monticelli Brusati

Geografia Sup. Kmq 10,73; alt. da m 205 a m 712 s.m.; frazioni: Foina, Fontana, Parmezzana; ab. (monticellesi) 2.067; dist. Km 19; tel. 030; c.a.p. 25040.
Storia Fu dapprima possedimento del monastero bresciano di Santa Giulia, poi passò al comune della città e successivamente alla famiglia Brusati.
Arte Parrocchiale settecentesca.

Montichiari

Frazioni Bredazzane, Chiarini, Novagli, Ro, San Giorgio, Sant'Antonio, Vighizzolo.
Superficie Kmq 79,60.
Altezza Da m 69 a m 149 s.m.
Abitanti (monticlarensi) 14.520.
Distanza da Brescia Km 19.
Prefisso Teleselettivo 030.
C.a.p. 25018.

STORIA

Il nome deriva con tutta probabilità da «clarus» cioè spoglio d'alberi. Nel suo territorio, in località Dosso, sono stati portati alla luce reperti preromani e romani (bronzi, iscrizioni e mosaici). Nel Medio Evo fu castello importante. Alleata con la guelfa Brescia, fu assediata, presa e quasi distrutta dall'esercito dell'imperatore Federico II e di Ezzelino di Romanino (1237 circa). Verso il 1270 subì nuove distruzioni da parte dei guelfi che, vinti i ghibellini, cercavano eventuali scampati nei vari castelli del Bresciano. A lungo feudo dei Casaloldo, Montichiari passò nel 1404 sotto il governo di Pandolfo Malatesta, legato ai Visconti. Assieme ad altri Comuni, si dimostrò ostile a questo dominio, ma il 15 ottobre 1405 riconobbe con un accordo l'autorità del Malatesta. La cosa però non dovette essere accettata proprio di buon grado, se due anni dopo Montichiari insorse, assieme ad altri Comuni, e dovette essere sottomessa con le armi. Il 20 ottobre 1420 il fratello di Pandolfo, Carlo, fu sconfitto proprio presso Montichiari dal Carmagnola, assoldato dai Visconti che volevano liberarsi dello scomodo Malatesta. Pandolfo dovette allora lasciare Brescia in cui, il 16 maggio 1421, entrava il Carmagnola in nome dei Visconti. Passata sotto Venezia, Montichiari fu dapprima vicariato minore e poi maggiore e ottenne un mercato che divenne in breve molto importante. Nel 1482 scoppiò la guerra tra Venezia e Ferrara e Montichiari fu occupata dal duca di Calabria; nel 1484, però, la pace di Bagnolo ripristinava lo «status quo». All'inizio del '500 Venezia venne sconfitta dai francesi di Luigi XII, che nel 1509 entrò in Brescia. Contro questi nuovi dominatori scoppiarono tumulti un po' ovunque, anche a Montichiari. Solo nel 1516, però, dopo alterne vicende, il Bresciano ritornava a Venezia. Seguirono lunghi anni di tranquillità politica che finirono con la discesa in Italia di Napoleone Bonaparte il quale riportò, nel 1796, una vittoria sugli austriaci fra Montichiari e Castiglione delle Stiviere. In seguito la cittadina visse le stesse vicende di Brescia. Nel 1909 vi fu organizzato il primo circuito aereo d'Italia. Vi parteciparono Blèriot, il trasvolatore della Manica, Cobianchi, Tissandier, De Lambert, Curtis, che vinse la gara superando i 50 chilometri del percorso alla media di 51 chilometri l'ora, Zevis, Gasnier. Era presente anche Gabriele D'Annunzio, che ebbe il suo battesimo dell'aria sul biplano di Curtis. Nel 1921 vi si tenne un gran premio automobilistico internazionale.

ARTE

Chiesa di San Pancrazio È una costruzione romanica a conci squadrati di pietra disposti in corsi orizzontali. Risale alla seconda metà del secolo XII. Nella facciata austera si aprono due piccoli occhi e una bifora e nei fianchi una serie di strette monofore. L'abside, scompartita da piccole lesene, è coronata da archetti. Il severo interno mostra influssi dell'arte veronese; è diviso in tre navate da pilastri alternati a colonne con capitelli scolpiti che reggono otto archi per lato. Delle tre absidi rimane solo quella semicircolare della navata centrale; le altre andarono perdute in un rimaneggiamento. Il tetto è a capriate di legno. Alle pareti e sulle colonne sono affreschi dei secoli XIV, XV e XVI; fra essi, assai suggestiva una «Crocifissione» del '300. Il campanile fu eretto nel 1693.
Chiesa parrocchiale dell'Assunta Fu edificata su disegno di Antonio Marchetti (1724-91). Le statue sono di Antonio Calegari ( 1698-1775 circa) e gli affreschi di Pietro Scalvini (1718-92). Conserva due pregevoli opere del Romanino (circa 1485-1566): «Ultima cena» e «Madonna con Bambino e Santi». La cupola dell'edificio è sormontata dalla statua del Redentore.
Castello Bonoris Ora Soncini. Venne edificato in stile medioevale sui resti dell'antica rocca.

ECONOMIA

Le industrie manifatturiere, la costruzione e installazione di impianti, il commercio, occupano la grande maggioranza di popolazione attiva. Da segnalare una ferriera, alcuni mobilifici e falegnamerie, varie industrie tessili e delle confezioni, un'azienda di manufatti e prefabbricati edili, una distilleria, varie officine meccaniche, etc. L'agricoltura ha ancora un'importanza non trascurabile in quanto ha sopperito all'esodo della manodopera con la meccanizzazione e la coltura intensiva. I prodotti principali sono i cereali, foraggi e allevamento del bestiame.

INDIRIZZI UTILI

Aeroporto Tel. 961635.
Biblioteca Via XXV Aprile.
Carabinieri Via Tre Ramati 1, tel. 961222.
Consorzio Agrario Provinciale Via Trieste, tel. 961200.
Ente Fiera Via XXV Aprile, tel. 961187.
Istituti di Credito Banca S. Paolo, via Umberto I 15, tel. 961101-961822; Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, piazza Garibaldi, tel. 961201; Cassa Rurale e Artigiana di Montichiari, Calcinato, Molinetto, via Mazzoldi 6, tel. 961914-961169-961401.
Mercato del Bestiame Via Mantova, tel. 961062.
Municipio Via Martiri della Libertà 12, tel. 961061-961167.
Museo Risorgimentale presso «Chiesa del Suffragio» via XXV Aprile.
Ospedale Civile e Pronto Soccorso Via Poli 1, tel. 961161.
Polizia Stradale Via Battisti 82, tel. 961016.
Poste e Telegrafi Via Trieste 34, tel. 961427-961511.
Pretura Via Martiri Libertà, tel. 961106.

Montirone

Geografia Sup. Kmq 10,26; alt. da m 89 a m 112 s.m.; ab. (montironesi) 2.511; dist. Km 12; tel. 030; c.a.p. 25010.
Storia Appartenne prima al vescovado di Brescia, poi ai Visconti, che lo infeudarono alla famiglia Emili.
Arte Villa Lechi, costruita nel 1740 da A. e G. Turbini. Affrescata da Carloni, conserva dipinti, mobili preziosi, vetri, porcellane. Vi sono cappella, scuderia e parco.

Mura

Geografia Sup. Kmq 12,43; alt. da m 333 a m 1.437 s.m.; frazioni: Posico; ab. (savallesi) 737; dist. Km 47; tel. 0365; c.a.p. 25070.
Storia Centro di insediamento romano, nel medioevo fu abitato dalla comunità «Università di Savallo». Entrò a far parte dei domini veneti dal 1427 al 1797.
Arte Parrocchiale del primo '700 con un dipinto attribuito a Palma il Giovane e intagli lignei dei Pialorsi.

Muscoline

Geografia Sup. Kmq 10,09; alt. da m 181 a m 366 s.m.; frazioni: Castrezzone, Morsone, San Quirico; ab. (muscolinesi) 1.134; dist. Km 25; tel. 0365; c.a.p. 25080.
Storia Il territorio fu tra i possedimenti del convento di S.Quirico, e seguì le vicende della riviera gardesana.
Arte Parrocchiale edificata nel 1720. In località Castello, resti della rocca medioevale.

Comuni della provincia di Brescia

- N -

Nave

Geografia Sup. Kmq 26,95; alt. da m 192 a m 1. 157 s.m.; frazioni: Cortine; ab. (navesi) 8.843; dist. Km 9; tel. 030; c.a.p. 25075.
Storia I primi insediamento avvennero in epoca romana. Citato in documenti del 969, il paese fu feudo dei Martinengo, passando poi a Venezia, sotto il cui dominio formulò propri statuti.
Arte Nell'antica Pieve, affreschi del '400 e '500.
Economia Mercato: ogni martedì e giovedì.

Niardo

Geografia Sup. Kmq 22,31; alt. da m 297 a m 2.675 s.m.; frazioni: Monte Zincone; ab. (niardesi) 1.337; dist. Km 72; tel. 0364; c.a.p. 25050.
Storia Citato in documenti del 970, nel sec. XI fu feudo dei Martinengo. Nel 1337 entrò nei domini dei Visconti, e nel 1427 in quelli di Venezia.
Arte Parrocchiale seicentesca, ampliata nell'800. Santuario di San Giorgio con affreschi del '500 e '600.
Economia Mercato: tutti i giorni.

Nuvolento

Geografia Sup. Kmq 7,31; alt. da m 116 a m 463 s.m.; ab. (nuvolentesi) 2.741; dist. Km 15; tel. 030; c.a.p. 25080.
Storia In zona di insediamento romano, nel medioevo appartenne dapprima al monastero bresciano di Santa Giulia, poi a quello di San Pietro di Serle.
Arte Resti dell'antica Pieve (abside con lesene, e campanile). Chiesa di Sant'Andrea con elementi murari di un edificio del XII secolo.

Nuvolera

Geografia Sup. Kmq 13,18; alt. da m 158 a m 671 s.m.; frazioni: Molvina; ab. (nuvoleresi) 2.673; dist. Km 13; tel. 030; c.a.p. 25080.
Storia Nel sec. XII divenne libero comune, seguì poi le vicende della città di Brescia.
Arte Parrocchiale edificata tra il 1766 e il 1786, decorata da affreschi di Scalvini.

Comuni della provincia di Brescia

- O -

Odolo

Geografia Sup. Kmq 6,49; alt. da m 306 a m 726 s.m.; ab. (odolesi) 2.082; dist. Km 27; tel. 0365; c.a.p. 25076.
Storia Partecipò agli avvenimenti storici della Vai Sabbia.
Arte Parrocchiale di San Zenone, risalente al XVII secolo.
EconomiaMercato: ogni martedì.

Offlaga

Geografia Sup. Kmq 21,96; alt. da m 63 a m 78 s.m.; frazioni: Cignano, Faverzano, ab. (offlaghesi) 2.874; dist. Km 22; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Appartenne all'abbazia di Leno e all'episcopato di Brescia; fu poi feudo dei Martinengo, dei Luzzago e dei Berlisani.
Arte Parrocchiale del '700 (poi rimaneggiata) con una paia del '500 attribuita al Mombelli.
EconomiaMercato: tutti i giorni.

Ome

Geografia Sup. Kmq 9,88; alt. da m 199 a m 743 s. m.; ab. (omesi) 2.456; dist. Km 17; tel. 030; c.a.p. 25050.
Storia Fu tra i territori dell'episcopato bresciano, che nel 1158 la concesse in feudo ai Martinengo. Dal 1427 al 1797 rimase nei domìni della Repubblica di Venezia.
Arte In località Cerezzata, chiesa quattrocentesca di Santa Maria.
EconomiaMercato: primo e terzo martedì di ogni mese.

Ono San Pietro

Geografia Sup. Kmq 13,94; alt. da m 360 a m 2.192 s.m.; frazioni: Monte Sandità; ab. (onesi) 887; dist. Km 78; tel. 0364; c.a.p. 25050.
Storia Appartenne come feudo ai conti di Cemmo, e seguì le vicende della valle Camonica.
Arte Parrocchiale dell'ottocento.
EconomiaMercato: ogni lunedì.

Orzivecchi

Frazioni Barco, Coniolo, Ovanengo, Pudiano.
Superficie Kmq 48,10.
Altezza Da m 62 a m 94 s.m.
Abitanti (orceani) 9.547.
Distanza da Brescia Km 29.
Prefisso Teleselettivo 030.
C.a.p. 25034.

STORIA

Il nome Orzi, anticamente Urcei, deriva probabilmente da San Giorgio a cui doveva essere dedicata una cappella nella zona intorno al secolo X; la seconda parte del nome è dovuta alle cause dell'origine della città. Orzinuovi fu fondata nel 1193 dai bresciani che intendevano, a causa delle continue guerre con i cremonesi, edificare una roccaforte da contrapporre all'agguerritissima Soncino. Esisteva già da tempo una comunità detta «De Urceis» sul Bigollio, ma il suo territorio era assai poco difendibile dagli attacchi dei soncinesi per cui, all'epoca della decisione bresciana, una parte di orceani si era già trasferita al campo di San Giorgio nel Theze, più sicuro. Nel 1193 sorse così Urcei Novi, in una posizione più difendibile della precedente e protetta dall'ampia rocca di San Giorgio. Le vicende del nuovo centro furono le stesse di Brescia, anche se, a differenza di quest'ultima, Orzinuovi era ghibellina. Nel 1259 fu assediata da Ezzelino da Romano che ne devastò le campagne. Nel 1422 Filippo Maria Visconti ne rinformò le fortificazioni e nel 1426 fu assediata per 16 giorni dai veneziani guidati dal Carmagnola il quale, a resa avvenuta, la protesse dal saccheggio. Orzinuovi entrò così a far parte dei domini veneziani. Nel 1437 fu nuovamente assediata, questa volta dal Piccinino per conto del Visconti; quando fu presa, subì devastazioni e saccheggi. Nel 1440 fu presa da Francesco Sforza che militava per la Serenissima; nel 1453, però, lo stesso Sforza, passato sotto Milano, la bombardò danneggiandone gravemente le mura. Tutti questi eventi, seguiti all'avvento della dominazione veneziana in Lombardia (1426), erano stati causati dalle lotte fra Venezia e Milano. Nel 1454 le due città addivennero alla pace di Lodi e le lotte ebbero termine. Anche Orzinuovi poté godere di un lungo periodo di tranquillità. Nel 1520 Venezia decise di fare della sua rocca una fortezza pressoché inespugnabile, visto che era alla frontiera con gli stati lombardi; per questo motivo autorizzò il suo provveditore in Orzinuovi a dare inizio alle opere di difesa progettate da Michele Sanmicheli. Il risultato fu una splendida opera di architettura militare a pianta stellare. Tra il 1555 e il 1602 Venezia fece ulteriormente rinforzare le opere di difesa. Nel 1630 Orzinuovi fu colpita dalla terribile pestilenza descritta dal Manzoni, ma non si conosce il numero delle vittime. Nel 1797 la Repubblica di Venezia cessava di esistere e i francesi entravano anche in Orzinuovi, dove veniva istituito un governo provvisorio; nella sua fortezza si stabilì un presidio militare che si arrese agli austriaci il 30 aprile 1799. Nel 1828 il governo austriaco ordinò l'abbattimento della fortezza a spese del Comune: di essa oggi rimangono soltanto il recinto delle Mura e la facciata sud della cittadella. Nel 1928 il Comune di Barco venne soppresso e incorporato in quello di Orzinuovi. Ha dato i natali al letterato Antonio Urceo (1446-1500 circa); a Bartolomeo Montagna (1450 circa-1523), pittore che lavorò molto a Vicenza e fu considerato il capo della scuola pittorica vicentina; a Pier Maria Bagnadore (circa 1545-1619), pittore e architetto; a Grazio Cossali (1563-1627), pittore.

ARTE

Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Pieve Consacrata nel 1383, ebbe la facciata rifatta nel '600; ha interno neogotico. Conserva una «Incoronazione della Vergine» del Bagnadore, un «Ecce homo» di difficile attribuzione ma di notevole valore, un «Battesimo di San Giovanni» e un «Angelo coi Bambino» del Bagnadore. Chiesa di San Domenico E detta anche di Santa Maria delle Grazie. Iniziata nel 1500, conserva una «Madonna e Santi» del Moretto (circa 1498-1554) e una «Deposizione» di Grazio Cossali (1613). Chiesa di San Giuseppe Iniziata nel 1517, fu sconsacrata nel 1797. Era a tre navate. Durante la dominazione francese fu adibita a scuola e luogo d'assemblee; durante la. dominazione austriaca fu sventrata e tra sformata in abitazioni. Nel 1839 fu acquistata da un privato che la trasformò in teatro. Oggi è teatro comunale. Chiesa di Santa Maria del Carnerio Cinquecentesca, conserva un «Trionfo della Vergine» di Luca Mombello (1518-80 circa), il «Martirio di San Lorenzo» e «San Carlo Borromeo» del Cossali. Santuario della Madonna dell'Oglio Fu iniziato nel 1752. Palazzo municipale Rinascimentale nella parte ovest, reca sulla facciata un bassorilievo con il leone di San Marco. Conserva una tela del Bagnadore: «Offerta di Orzinuovi alla Vergine» Casa Pavoni Pare sia stata edificata sulle fondazioni dell'antica torre di vedetta comunale. Ha porticato con archi a sesto acuto; la facciata riecheggia lo stile del palazzo municipale. Al '600 risalgono i palazzi Obici-Strozzi, Cormiani, Musletti. Pregevoli sono pure le porte della fortezza: quella sud, in pietra bianca di Botticino è del Sanmicheli, come pure quella a nord, in pietra azzurra di Sarnico. Risalgono entrambe al '500.

ECONOMIA

L'agricoltura che non molto tempo fa era la principale fonte di reddito, ha lasciato il primato all'attività industriale che occupa molte forze di lavoro nei settori dell'abbigliamento, meccanico, della costruzione di mezzi di trasporto, degli alimentari e affini (caseifici, oleifici). L'artigianato, molto attivo e l'agricoltura, assai ricca (foraggi, cereali, allevamento del bestiame),completano il quadro delle attività economiche.

INDIRIZZI UTILI

Biblioteca Comunale Piazza Garibaldi.
Carabinieri Via Vittorio Veneto 2, tel. 941222.
Istituti di Credito Banca Credito Agrario Bresciano, Piazza Vittorio Emanuele 11, tel. 941203;
Banca Mutua Popolare Agricola di Palazzolo sull'Oglio, piazza Vittorio Emanuele II 54, tel. 941103; Banca Popolare di Soncino, piazza Vittorio Emanuele II, tel. 941402; Banca Provinciale Lombarda, piazza Vittorio Emanuele II 57, tel. 941008-941668; Banca S. Paolo, piazza Vittorio Emanuele II 18, tel. 941302; Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, via Gambara 1, tel. 941100.
Municipio Via Arnaldo da Brescia 2, tel. 941161-941163.
Ospedale Civile Via Asmondi 26, tel. 941061.
Poste e Telegrafi Via Chierica, tel. 941225; Coniolo, tel. 949019.
Pretura Via Codagli, tel. 941401.
Stazione Autocorriere (fermata) Piazza Vittorio Emanuele II.
Vigili del Fuoco Viale Corridoni, tel. 941026.

Orzivecchi

Geografia Sup. Kmq 9,88; alt. da m 82 a m 96 s.m.; ab. (orceani) 2.1 10; dist. Km 25; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Dipese dal comune di Brescia; in seguito divenne feudo dei Martinengo. Dal 1285 seguì, come vicina, le vicende di Orzinuovi.
Arte Parrocchiale settecentesca di Corbellini, con affreschi e dipinti di Moroni e Cossali.

Ospitaletto Bresciano

Geografia Sup. Kmq 8,49; alt. da m 142 a m 165 s.m.; ab. (ospitalettesi) 8.140; dist. Km 11; tel. 030; c.a.p. 25035.
Storia Il nome deriva da un ospizio per pellegrini presso cui sorse nel XIV secolo.
Arte Dipinti del Romanino, del Gandino e dei Paglia nella Parrocchiale del XVII secolo, rifatta nel 1720.
Economia Mercato: ogni giovedì.
Credito Bergamasco Piazza Roma 39, tel. (030) 64.01.19/64.07.53.

Ossimo

Geografia Sup. Kmq 14,83; alt. da m 249 a m 2.396 s.m.; frazioni: Monte Sossino; ab. (ossimesi) 1.311; dist. Km 68; tel. 0364; c.a.p. 25050.
Storia Territorio concesso dai vescovi di Brescia alla famiglia dei Fostinoni. Vi successero poi altri feudatari.
Arte Nelle vicinanze, stupendo convento dell'Annunciata (1469) con chiesa e due chiostri dai capitelli istoriati.
Economia Mercato: ogni lunedì e martedì.

Comuni della provincia di Brescia

- P -

Padenghe sul Garda

Geografia Sup. Kmq 16,56; alt. da m 65 a m 286 s.m.; frazioni: Lago di Garda; ab. (padenghini) 2.227; dist. Km 25; tel. 030; c.a.p. 25080.
Storia Nel medioevo fu oggetto di contesa tra Bresciani e Veronesi; nel '300 fu degli Scaligeri e poi della Repubblica di Venezia.
Arte Castello con torri circolari (secc. XXV). Chiesetta di S. Emiliano (sec. XII). Palazzo Barbieri.
Economia Fiera: la domenica precedente quella di Settuagesima «SS. Triduo». Mercato: ogni domenica.

Paderno Franciacorta

Geografia Sup. Kmq 5,51; alt. da m 155 a m 193 s.m.; ab. (padernesi) 2.520; dist. Km 13; tel. 030; c.a.p. 25050.
Storia Vi esisteva un castello già nel X secolo; nel 1242 fu residenza di Re Enzo e seguì poi le sorti della regione.
Arte Parrocchiale del sec. XVIII con pregevoli affreschi di Scalvini e Teosa. Castello del secolo X ricostruito nel 1800.

Paisco Loveno

Geografia Sup. Kmq 35,50; alt. da m 506 a m 2.743 s.m.; frazioni: Loveno, Monte Torsoletto, Paisco; ab. (paischesi) 629; dist. Km 92; tel. 0364; c.a.p. 25050.
Storia Le vicende storiche furono quelle della Valle Camonica.Nel '28 si costituì l'attuale comune.

Paitone

Geografia Sup. Kmq 7,81; alt. da m 177 a m 855 s.m.; ab. (paitonesi) 1.318; dist. Km 16; tel. 030; c.a.p. 25080.
Storia Dipese da Gavardo, e ne seguì le vicende storiche.
Arte Santuario della Madonna di Paitone, costruito a partire dal 1532, con all'interno un dipinto del Moretto (sec. XVI). Parrocchiale settecentesca.

Palazzolo sull'Oglio

Frazioni San Pancrazio
Altezza Da m 148 a m 191 s.m.
Abitanti (palazzolesi) 16.954.
Distanza da Brescia Km 27.
Prefisso teleselettivo 030.
C.a.p. 25036.

STORIA

Il nome deriva probabilmente dalla presenza di un castello o dai ruderi di un castello. Nel 1198 i due centri di Mura e Riva, entrambi «curtes regiae», avamposti rivali sottoposti alla giurisdizione rispettivamente di Bergamo e Brescia, furono fusi in un unico Comune dal nome di Palazzolo sull'Oglio sottoposto a Brescia. Le sue vicende furono praticamente le stesse di Brescia, nonostante il fatto che Palazzolo era ghibellina e Brescia guelfa. Nel 1265 nel castello di Palazzolo Buoso da Dovara lasciò libero il passaggio dell'Oglio agli angioini tradendo la fiducia di re Manfredi. Nel 1270 lo stesso castello fu distrutto dai guelfi che, vincitori in Brescia sui ghibellini, si erano riversati nel territorio alla ricerca di fuggiaschi. Dopo un breve periodo di dominio scaligero, Palazzolo cadde nel 1337 in mano viscontea; dal 1405 al 1421 fu ceduta a Pandolfo Malatesta, poi tornò ai Visconti. Nel 1427 entrò a far parte dei domini della Repubblica di Venezia, sotto il cui governo ebbe statuti propri e fu podesteria minore. Nel '400 conobbe un periodo di notevole sviluppo economico e sociale, testimoniato fra l'altro dal fatto che fu uno dei primi centri bresciani ad avere scuole di grammatica laiche con maestri pagati dal Comune. Durante l'ultima guerra mondiale il suo lungo ponte ferroviario a 9 arcate fu bombardato ben 32 volte. Nel 1954 le fu conferito il titolo di città.

ARTE

Pieve o Chiesa vecchia Fu edificata intorno al Mille, ampliata alla fine del '400 e poi rimaneggiata. Conserva due bei portali dei secoli XV e XVI. All'interno è decorata da affreschi attribuiti ai Campi da Cremona (secolo XVI); conserva una «Nascita della Vergine», forse opera del Salmeggia (l559 circa-1626) e, nel presbiterio, affreschi di Pietro Marone (1602).
Cappella di San Rocco Consacrata nel 1400, sorge presso la Chiesa di San Giovanni a Mura. Conserva affreschi del 1495.
Chiesa di San Giovanni Evangelista Consacrata nel 1459, sorge accanto al poderoso torrione di San Giovanni di origine medioevale. Fu rifatta nel '700. Conserva una tela di Andrea Celesti (1637-1712).
Chiesa parrocchiale dell'Assunta Fu edificata fra il 1751 e il 1782 su disegno di Giorgio Massari (1686 circa-1766); la facciata risale alla prima metà dell'800, opera del bresciano Luigi Donegani. All'esterno, nella lunetta sopra il portale, è una bella scultura di Giovanni Emanueli (1816-94). All'interno conserva un notevole polittico, «Madonna e Santi» di Vincenzo Civerchio (1470 circa 1544), una tela di Giovanni Maria Morlaiter (1699-1781), una «Ultima cena» di Pompeo Girolamo Batoni (1708-87). Molto pregevole è pure una pala di Grazio Cossali (circa 1620). Gli affreschi sono in parte di Pietro Scalvini (1762) e in parte moderni (1938-1952).
Nel Palazzo della Banca Popolare Agricola recenti restauri hanno messo in luce due bifore duecentesche con capitelli dell'antico «Palacium Comunis Pallazoli».
Delle antiche fortificazioni sussistono, sulla sponda destra, la torre centrale della rocca scomparsa, una torre quadrata detta Rocchetta di Mura sorta nel Medioevo a difesa del ponte e sovrastante l'unica superstite delle quattro porte originarie, e un'altra massiccia torre rotonda.
Castello Fu eretto nel 1250. Vi meditò il tradimento Buoso da Dovara, condannato da Dante nel XXXII canto dell'«Inferno».
Palazzo Marzoli Già Duranti. Ha una sobria facciata cinquecentesca. Fino al 1968 raccoglieva una ricca armeria che è stata trasferita a Brescia.
Torre del popolo Serve da campanile alla chiesa parrocchiale. Fu innalzata tra il 1813 e il 1825 sulla sponda sinistra, su un torrione della medioevale «Rocha Magna» oggi detta impropriamente castello. Cilindrica, alta 85 metri, porta sulla sommità la statua del patrono San Fedele. Originariamente la statua era di legno, ma bruciò nel 1893 e fu rifusa nel 1896.
Teatro sociale Fu inaugurato nel 1870.
Biblioteca Civica Raccoglie oltre 10.000 volumi, 250 incunaboli, cinquecentine e libri figurati del '600 e '700.
Museo di guerra Fu il primo del genere in Italia. Conserva un tricolore che sventolò sulle barricate di Milano, durante le Cinque Giornate.

ECONOMIA

Oggi, le industrie meccaniche, tessili, dell'arredamento, occupano la grande maggioranza della popolazione presente attiva, come si può notare dalla tavola statistica sotto riportata. La F.lli Marzoli e C., il cotonificio R. Ferrari e C., la Soc. Italcementi la fabbrica di serramenti G. Lanfranchi sono le industrie più rappresentative. Molti altri settori come l'industria chimica, metallurgica, delle materie plastiche, la costruzione e la installazione impianti, hanno una non trascurabile rilevanza economica e finanziaria. L'agricoltura produce in buona quantità cereali, foraggi e prodotti dell'allevamento del bestiame. Palazzolo sull'Oglio è un moderno centro industriale e commerciale che ha un'antica tradizione industriale prima nell'arte dei fabbri e della seta. Nel 1856 vi fu costruito il primo stabilimento italiano di calce idraulica e fino ai 1950 circa fu importante centro industriale nella fabbricazione di bottoni.

INDIRIZZI UTILI

Biblioteca Comunale Via Zanardelli.
Carabinieri Via Malvezzi 14, tel. 731205.
Direz. Didattica Via Galignani, tel. 731023.
Istituti di Credito Banca Credito Agrario Bresciano, piazza Roma 23, tel. 731107; Banca Mutua Popolare Agricola di Palazzolo sull'Oglio, piazza Zamara 1, tel. 731261732691; Banca Popolare di Bergamo, piazza Roma 1, tel. 731207-731239; Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, piazza Zamara 18, tel. 731206-732950;
Credito Bergamasco Piazza Zamara 2, tel. (030) 73.11.03/73.23.06.
Municipio Via XX Settembre 18, tel. 731007.
Ospedale Civile Via XX Settembre 20, tel. 731361.
Poste e Telegrafi Via Battisti, tel. 731428-731258; S. Pancrazio, tel. 731380.
Stazione F.S. Tel. 731200.
Vigili del Fuoco Via XX Settembre 18, tel. 731212.

Paratico

Geografia Sup. Kmq 6,08; alt. da m 185 a m 576 s.m.; frazioni: Lago d'Iseo, Tengattini; ab. (paraticesi) 2.883; dist. Km 30; tel. 035; c.a.p. 25030.
Storia L'ebbero in feudo i Lantieri di Paratico; seguì poi le vicende storiche della zona bresciana.
Arte Nel duecentesco castello Lantieri, oggi ridotto a imponenti ruderi, si dice abbia soggiornato Dante Alighieri.

Paspardo

Geografia Sup. Kmq 10,32; alt. da m 390 a m 2.368 s.m.; frazioni: Monte Colombè; ab. (paspardesi) 879; dist. Km 81; tel. 0364; c.a.p. 25050.
Storia I primi insediamento avvennero in epoca preistorica. Le vicende storiche furono quelle della Valle Camonica.
Arte Palazzo medioevale, con portale del 1567.
Economia Mercato: ogni venerdì.

Passirano

Geografia Sup. Kmq 13,89; alt. da m 159 a m 344 s.m.; frazioni: Camignone, Monterotondo; ab. (passiranesi) 4.653; dist. Km 15; tel. 030; c.a.p. 25050.
Storia Il primo insediamento avvenne in epoca romana; fu sottoposto a Bornato, come feudo delle famiglie Fenaroli e Terzi-Lana.
Arte Castello a merli del tipo a recinto fortificato con torre quadrata esterna (secc.XIV-XV). Parrocchiale del 1670, rimaneggiata nell'Ottocento.
Credito Bergamasco (fraz. Camignone) Via Europa 11/ 13. tel. (030) 65.31.93.

Pavone del Mella

Geografia Sup. Kmq 11,61; alt. da m 39 a m 58 s.m.; ab. (pavonesi) 2.255; dist. Km 28; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Nel medioevo fu tra i territori della abbazia di Leno, e fu sede di un castello. Entrato a far parte dei domini veneti, fu feudo di varie famiglie.
Arte Parrocchiale del '600. Chiesa di San Rocco con affreschi cinquecenteschi.
Economia Fiera: «San Rocco» domenica successiva il 16 agosto. Mercato: ogni lunedì non festivo.

Pertica Alta

Geografia Sup. Kmq 20,88; alt. da m 386 a m 1.658 s.m.; frazioni: Belprato, Livemmo, Navono, Odeno; ab. (livemmesi) 722; dist. Km 48; tel. 0365; c.a.p. 25070.
Storia Seguì gli avvenimenti della zona bresciana; l'attuale comune fu costituito nel 1928.
Arte La Parrocchiale ha un portale intagliato dai Pialorsi, e dipinti di P. Marone e di Scalvini. Affreschi nella vecchia Parrocchiale di Livemmo.

Pertica Bassa

Geografia Sup. Kmq 30,41; alt. da m 372 a m 2.006 s.m.; frazioni: Avenone, Forno d'Ono, Levrange; ab. (perticaroli) 867; dist. Km 45; tel. 0365: c.a.p. 25070.
Storia Centro noto fin dal 1300 per la lavorazione del ferro, seguì le vicende della zona bresciana.
Arte Paese d'origine dei Pialorsi, celebri intagliatori del '600 e '700: loro intarsi si possono ammirare nella chiesa di Avenone.
Economia Mercato: ogni giovedì.

Pezzaze

Geografia Sup. Kmq 21,08; alt. da m 343 a m 1.854 s.m.; frazioni: Lavone, Stravignino; ab. (pezzazesi) 1.582; dist. Km 34; tel. 030; c.a.p. 25060.
Storia Nei secoli XII e XIII fu feudo degli Imeldi, dei Grilli e dei Pinzoni.
Arte Parrocchiale settecentesca con affreschi del '600 e '700. Torre medioevale a Mondaro.

Pian Camuno

Geografia Sup. Kmq 11,08; alt. da m 195 a m 1.854 s.m.; frazioni: Beata, Solato, Vissone; ab. (piancamunesi) 3.066; dist. Km 49; tel. 0364; c.a.p. 25050.
Storia Centro di insediainento romano, nel IX sec. appartenne al monastero di S. Giulia di Brescia. Nel XIII sec. fu feudo dei Brusati e poi dei Federici.
Arte Chiesa di S. Giulia (secc. XII-XV) con abside dell'originario edificio romanico e di S. Maria della Rotonda (sec. XV).
Economia Mercato: ogni venerdì.

Piancogno

Geografia Sup. Kmq 14,01; alt. da m 234 a m 1.539 s.m.; frazioni: Cogno, Piamborno; ab. (piancognesi) 3.327; dist. Km 60; tel. 0364; c.a.p. 25052.
Storia Seguì le vicende storiche della Valle Camonica. Il comune fu costituito nel 1963.
Economia Mercato: il 15 e 30 di ogni mese.

Pisogne

Geografia Sup. Kmq 47,96; alt. da m 185 a m 1.960 s.m.; frazioni: Fraine, Gratacasolo, Grignaghe, Lago d'Iseo, Sonvico, Toline; ab. (pisognesi) 7.941; dist. Km 48; tel. 0364; c.a.p. 25055.
Storia In area di insediamento romano, appartenne dapprima a un monastero benedettino, poi all'episcopato di Brescia, di cui seguì le vicende.
Arte Torre medioevale e piazza con portici; chiesa di S. Maria della Neve con ciclo di affreschi del Romanino. Pieve quattrocentesca.
Economia Mercato: ogni venerdì.

Polaveno

Geografia Sup. Kmq 9,27; alt. da m 364 a m 1.011 s.m.; frazioni: Gombio, San Giovanni; ab. (polavenesi) 1.699; dist. Km 23; tel. 030; c.a.p. 25060.
Storia Nel medioevo fu territorio della pieve d'Iseo; in seguito diventò feudo degli Avogadro.
Arte Parrocchiale quattrocentesca con rimaneggiamenti avvenuti nel '600 e nel nostro secolo. Chiesa di Santa Maria del Giogo, con affreschi del '500.

Polpenazze del Garda

Geografia Sup. Kmq 9,08; alt. da m 112 a m 342 s.m.; frazioni: Bottenago, Picedo; ab. (polpenazzesi) 1.315; dist. Km 26; tel. 0365; c.a.p. 25080.
Storia In area abitata già nell'età bronzo, nel medioevo fu libero comune.
Arte La Parrocchiale cinquecentesca (con facciata rifatta nel primo novecento) conserva dipinti del '700. Chiesa di S. Pietro, con affreschi dei secc. XIV e XV.

Pompiano

Geografia Sup. Kmq 15,22; alt. da m 78 a m 103 s.m.; frazioni: Gerolanuova, Zurlengo; ab. (pompianesi) 2.809; dist. Km 22; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Fu dapprima feudo dei Martinengo; poi libero comune; seguì le vicende del territorio bresciano.
Arte Villa settecentesca Negroboni-Feltrinelli a Gerolanuova. Parrocchiale del XVIII secolo.

Poncarale

Geografia Sup. Kmq 12,42; alt. da m 84 a m 123 s.m.; frazioni: Borgo Poncarale; ab. (poncaralesi) 2.768; dist. Km 12; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia In zona di insediamento romano, dall'XI secolo appartenne all'episcopato di Brescia; fu poi feudo dei Poncarali fino al XVIII secolo.
Arte Parrocchiale riedificata nel '600, con campanile medioevale.

Ponte di Legno

Geografia Sup. Kmq 100, 16; alt. da m 1.200 a m 3.359 s.m.; frazioni: Monte Caione, Monte Gavia, Monte Pisgana; ab. (dalignesi) 2.085; dist. Km 118; tel. 0364; c.a.p. 25056.
Storia Seguì le vicende storiche della Valle Camonica; nel 1917 fu duramente cannoneggiata dagli austriaci.
Arte Chiesa con ancona lignea dei Ramus e stucchi del '600.
Economia Fiere: 29 giugno di «S. Pietro»; 16 settembre. Mercato: ogni mercoledì.

Pontevico

Geografia Sup. Kmq 28,43; alt. da m 38 a m 63 s.m.; frazioni: Bettegno, Campazzo, Chiesuoia, Dossi, Torchiera; ab. (pontevichesi) 6.411; dist. Km 33; tel. 030; c.a.p. 25026.
Storia Appartenne ai vescovi di Brescia e, dal 1127, ai Martinengo. Sotto Venezia fu capoluogo di una quadra. Durante il Risorgimento vi funzionava un centro di stampa clandestino.
Arte Chiesa di Santa Maria della Strada (sec. XV). Parrocchiale del 1610.
Economia Mercato: ogni martedì.

Pontoglio

Geografia Sup. Kmq 11,22; alt. da m 131 a m 164 s.m.; ab. (pontogliesi) 5.623; dist. Km 3; tel. 030; c. a. p. 25037.
Storia Partecipò alle vicende storiche di Brescia. Durante il dominio di Venezia fu sede di un vicariato minore.
Arte Ruderi di un castello medioevale. Parrocchiale del XVII secolo con una pala d'altare di G. Cavedoni, del secolo XVII.
Economia Mercato: ogni sabato non festivo.

Pozzolengo

Geografia Sup. Kmq 21,08; alt. da m 75 a m 143 s.m.; ab. (pozzolenghesi) 2.451; dist. Km 40; tel. 030; c.a.p. 25010.
Storia Fino al XIII sec. fu possedimento del monastero di S. Zeno di Verona; successivamente fu dei Visconti e, dal 1427, di Venezia.
Arte Imponente castello (secc. XIII-XV) con resti di chiesa del '300. Fuori del paese, l'ex abbazia di S. Vigilio, del '400.
Economia Fiere: 19 marzo di «S.Giuseppe»; il 10 agosto di «S. Lorenzo».Mercato: ogni lunedì.

Pralboino

Geografia Sup. Kmq 16,90; alt. da m 35 a m 53 s.m.; frazioni: Santa Maria degli Angeli; ab. (pralboinesi) 2.625; dist. Km 31; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Fu territorio dell'abbazia di Leno, e per lungo tempo feudo dei Gambara. Seguì le vicende della zona bresciana.
Arte Parrocchiale con tele del Moretto e del Romanino. Settecentesco palazzo Gambara. Chiesa di S. Maria degli Angeli con chiostro (sec. XV).
Economia Fiera: I novembre «Ognissanti». Mercato: ogni venerdì.

Preseglie

Geografia Sup. Kmq 11,40; alt. da m 294 a m 860 s. m.; frazioni: Gazzane, Sotto Castello; ab. (presegliesi) 1.319; dist. Km 29; tel. 0365; c.a.p. 25070.
Storia I primi insediamenti avvennero in epoca romana. Il paese seguì le vicende della Val Sabbia.
Arte La Parrocchiale settecentesca conserva una pala d'altare di Galeazzi (sec. XVI) e dipinti del sec. XVIII. Sul monte Visello, santuario cinquecentesco dell'Assunta.
Economia Mercato: terzo lunedì di ogni mese.

Prestine

Geografia Sup. Kmq 16,06; alt. da m 568 a m 2.231 s.m.; frazioni: Monte Croce Domini, Monte Trabucco; ab. (prestinesi) 613; dist. Km 67; tel. 0364; c.a.p. 25040.
Storia Sorto in area abitata già in epoca romana, partecipò agli avvenimenti della valle.
Arte Case medioevali. Dipinti del Fiamminghino nella Parrocchiale. Santuario di S. Maria della Consolazione con affreschi, e un dipinto del Fiamminghino.

Prevalle

Geografia Sup. Kmq 9,86; alt. da m 162 a m 401 s.m.; ab. (prevallesi) 3.710; dist. Km 19; tel. 030; c.a.p. 25080.
Storia Nel medioevo appartenne al monastero di San Pietro di Serle. Partecipò agli avvenimenti di Brescia.
Arte La Parrocchiale contiene dipinti di Palma il Giovane e di L. Mombelli. Chiesa di San Michele con altare del '700.

Provaglio d'Iseo

Geografia Sup. Kmq 16,34; alt. da m 187 a m 674 s.m.; frazioni: Fontecolo, Fontane-Zurane-Gresine, Provezze; ab. (provagliesi) 4.721; dist. Km 19; tel. 030; c.a.p. 25050.
Storia Nell'XI sec. vi sorse il monastero cluniacense di S. Pietro in Lamosa. I vari nuclei abitati seguirono le vicende del Bresciano.
Arte Chiesa romanica di S. Pietro in Lamosa, unico resto del monastero, con affreschi dei secc. XV e XVI.
Credito Bergamasco Via Sebina 42. tel. (030) 98.31.12.

Provaglio Val Sabbia

Geografia Sup. Kmq 14,87; alt. da m 316 a m 1.118 s.m.; frazioni: Provaglio di Sopra, Provaglio di Sotto: ab. (provagliesi) 853; dist. Km 35: tel. 0365: c.a.p. 25070.
Storia Partecipò alle vicende storiche di Brescia.
Arte Due Parrocchiali settecentesche a Provaglio di Sotto e a Provaglio di Sopra. Santuario della Madonna delle Cornelle (sec. XVIII).

Puegnago

Geografia Sup. Kmq 10,87. alt. da m 130 a m 367 s.m.; frazioni: Castello, Raffa; ab. (puegnanesi) 1.553; dist. Km 32; tel. 0365; c.a.p. 25080.
Storia L'origine del paese è probabilmente celtica. Seguì le vicende di Salò e della Valtenesi.
Arte Parrocchiale del XVII secolo. Castello medioevale.

Comuni della provincia di Brescia

- Q -

Quinzano sull'Oglio

Geografia Sup. Kmq 20,21: alt. da m 44 a m 71 s.m.; ab. (quinzalesi) 5.625; dist. Km 30; tel. 030; c.a.p. 25027.
Storia Fu territorio del monastero di Leno e dei Martinengo. Distrutto nel 1404 dai Malatesta, fu ricostruito dai Visconti.
Arte Portici ottocenteschi costruiti su disegno di R.Vantini. Tavole dei Ferramola nella cinquecentesca Parrocchiale.
Economia Mercato: ogni mercoledì.

Comuni della provincia di Brescia

- R -

Remedello

Geografia Sup. Kmq 21,37; alt. da m 40 a m 53 s.m.; frazioni: Remedello di Sopra, Remedello di Sotto; ab. (remedellesi) 2.774; dist. Km 34; tel. 030; c.a.p. 25010.
Storia Nel medioevo fu tra i possedimenti dei monasteri di Leno prima, e di Acquanegra poi. Nel 1180 diventò feudo del comune di Brescia, e nel '300 passò ai Gonzaga.
Arte A Remedello di Sopra, chiesa dei Disciplinati, con affreschi del 1577. A Remedello di Sotto Parrocchiale settecentesca.
Economia Fiera: seconda domenica di luglio, ultima domenica di settembre e seconda domenica di ottobre. Mercato: ogni mercoledì.

Rezzato

Geografia Sup. Kmq 18,05; alt. da m 128 a m 475 s.m.; ab. (rezzatesi) 9.619; dist. Km 8; tel. 030; c.a.p. 25086.
Storia Fu per lungo tempo possedimento dell'episcopato di Brescia, di cui seguì le vicende storiche.
Arte Una cappella del Santuario della Madonna di Valverde, ricostruito nel '600, contiene affreschi del '400. Una ala di P.Marone è conservata nella settecentesca Parrocchiale.
Economia Fiera: «Sant'Anna» ultima domenica di luglio e successivo lunedì. Mercato: ogni martedì non festivo.

Roccafranca

Geografia Sup. Kmq 19,47; alt. da m 82 a m 118 s.m.; frazioni: Ludriano; ab. (roccafranchesi) 2.798; dist. Km 29; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Il suo castello, eretto nel XIII secolo, (oggi ruderi), fu oggetto di contese tra bresciani, cremonesi e bergamaschi. Dal 1368 il paese appartenne a Regina della Scala, e nel 1424 fu conquistato dal Carmagnola.
Arte Palazzo Martinengo con affreschi del XVI secolo. Avanzi di affreschi della stessa epoca nella Parrocchiale.
Economia Mercato: ogni sabato.

Rodengo Saiano

Geografia Sup. Kmq 12,74; alt. da m 147 a m 575 s.m.; frazioni: Rodengo; ab. (rodenghesi e saianesi) 4.225; dist. Km 12; tel. 030; c.a.p. 25050.
Storia Saiano fu centro abitato già in epoca romana. Il paese fu dell'abbazia di Leno e successivamente dei Cluniacensi. Seguì le vicende di Brescia.
Arte Importantissima abbazia cluniacense e poi olivetana ricostruita nel '400; coro e porte intarsiate, affreschi, fregi in ceramica policroma.
Credito Bergamasco (fraz. Saiano) Via Castello 57, tel. (030) 61.01.19/61.01.67.

Roè - Volciano

Geografia Sup. Kmq 5,75; alt. da m 111 a m 675 s.m.; frazioni: Roè; ab. (volcianesi) 3.554; dist. Km 29. tel. 0365: c.a.p. 25077.
Storia Posto in una zona abitata già in epoca romana, appartenne al monastero di Serle fino al 1.200, poi divenne libero comune
Arte Parrocchiale di San Pietro, con lungo porticato e splendida vista sul golfo di Salò. Dipinti di Zenon Veronese.
Economia Fiera: domenica dopo Pasqua (Ottava). Mercato: primo e terzo mercoledì di ogni mese.

Roncadelle

Geografia Sup. Kmq 9,15; alt. da m 114 a m 135 s.m.; frazioni: Mandolossa, Piazza d'Armi; ab. (roncadellesi) 4.673; dist. Km 6; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Appartenne come feudo alla famiglia dei Porcellaga, poi (dal 1656) ai Martinengo; seguì le vicende di Brescia.
Arte Castello Guaineri del '600, con grande giardino. Nella Parrocchiale (sec. XVI) tele e affreschi del Romanino.
Economia Fiera: «Patronale San Bemardino» il 20 maggio.

Rovato

Frazioni Duomo, Lodetto, Roggia Terzana, Sant'Andrea.
Superficie Kmq 26,26.
Altezza Da m 121 a m 315 s.m.
Abitanti (rovatesi) 13.378.
Distanza da Brescia Km 18.
Prefisso Teleselettivo 030.
C.a.p. 25038.

STORIA

Il nome deriva forse dalla presenza di rovi «Rubus sufruticosus». Nel suo territorio furono rinvenute urne di epoca romana. Nel sec. VII il paese sorgeva forse attorno al «castrum» che si trovava sul Monte Orfano; tuttavia è solo nel XII secolo che compare per la prima volta il nome Roado, quando cioè l'abitato si andava già formando nella sottostante pianura. In epoca comunale partecipò alle lotte fra guelfi e ghibellini e nel 1265 fu conquistata da Carlo d'Angiò. Nel 1385 entrò nell'orbita veneziana. Nel 1403 fu occupata dai guelfi della Val Camonica d'accordo con i Carraresi di Padova. Nel 1419 il suo castello fu assediato dal Carmagnola. Dopo che tutto il bresciano passò sotto Venezia, godette di privilegi ed esenzioni e fu vicariato minore. Nel 1453 fu occupata da Francesco Sforza che era in guerra con Venezia, ma poco dopo ritornò ai veneziani. Il 7 agosto 1509 a Rovato scoppiò un'insurrezione contro i francesi di Luigi XII che avevano sconfitto i veneziani; non riuscì a raggiungere lo scopo che nel 1512, quando una sollevazione generale di tutto il Bresciano portava alla cacciata dei francesi. La conseguenza di questa insurrezione fu il terribile sacco di Brescia che riportò i francesi, anche se per poco tempo. In seguito le vicende di Rovato furono le stesse di Brescia.

ARTE

Chiesa di Santo Stefano Risale al secolo XV. La sua facciata fu restaurata in seguito. In essa San Carlo Borromeo conferì, nel 1580, l'abito ecclesiastico al cugino Federico. L'interno, spiccatamente quattrocentesco, conserva affreschi dei secoli XV e XVI fra cui assai pregevoli sono una «Ultima Cena» attribuita al Foppa (circa 1427-1515) e una «Madonna col Bambino».
Convento della SS. Annunciata Sul Monte Orfano. Risale al 1449-1503. Dal suo ampio loggiato si domina la pianura. Recenti restauri hanno portato alla luce affreschi di cui il più notevole si trova nel coro della chiesa e rappresenta «L'annunciazione e due profeti». Sarebbe stato dipinto in parte dal Romanino tra il 1535 e il 1540. Sotto il fianco sinistro della chiesa si trova il magnifico chiostro originario del convento, di purissime forme quattro-cinquecentesche.
Chiesa parrocchiale dell'Assunta Sulla destra ha come campanile una poderosa torre del '400-'500. Conserva dipinti di Palma il Giovane (1544-1628), Antonio Paglia (1679-1747)e un Cristo ligneo di Andrea Fantoni (1659-1734).
Castello Eretto dai veneziani nel secolo XIV, di esso rimangono oggi torri e tratti di mura. Numerose sono nell'abitato le case cinquescicentesche.
Pizza centrale Fu sistemata a portici all'inizio dell'800 da Rodolfo Vantini.

ECONOMIA

Dall'esame della distribuzione delle unità locali aziendali e degli addetti, si può affermare che Rovato è fondamentalmente un centro industriale e commerciale. Nell'industria sono rappresentati il settore alimentare (conserve, pasta, farina), meccanico (utensili, macchine tessili), dell'abbigliamento, degli impianti elettrici, della lavorazione della gomma e della chimica; rame e ferro vengono lavorati in forma artigianale-artistica. L'agricoltura è sviluppata nel settore dell'allevamento del bestiame (famoso il manzo di Rovato), degli ortaggi (cipolline).

INDIRIZZI UTILI

Biblioteca Comunale Via A. Lamarmora.
Carabinieri Via IV Novembre 6, tel. 731356.
Istituti di Credito Banca Credito Agrario Bresciano, via Bonomelli, tel. 721027; Banca Mutua Popolare Agricola di Palazzolo sull'Oglio, corso Bonomelli 87/89, tel. 721021; Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde. corso Bonomelli 110, tel. 721221-721388;
Credito Bergamasco C.so Bonomelli 30/A-B, tel. (030) 72.12.56/72.22.54. municipio Via A. Lamarmora 5. tel. 721161-721277.
Ospedale Civile Via Golgi 1, tel. 721061.
Poste e Telegrafi Piazza Cavour, tel. 721328.
Pretura Via A. Lamarmora, tel. 721057.
Stazione F.S. Tel. 721346.
Stazione S.N.F.T. (Iseo-Rovato) via Battisti 10, tel. 721201.

Rudiano

Geografia Sup. Kmq 9,84; alt. da m 95 a m 125 s.m.; ab. (rudianesi) 3.415; dist. Km 30; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Le vicende storiche furono quelle del territorio bresciano.
Arte Castello medioevale dei Martinengo a Roccafranca, affrescato dal Gambara. Dipinti del '600 e '700 nella chiesa di San Martino.
Economia Fiera: «Della Madonna» 15 agosto. Mercato: ogni sabato.
Credito Bergamasco Via Roma 48, tel. (030) 71.61.22.

Comuni della provincia di Brescia

- S -

Sabbio Chiese

Geografia Sup. Kmq 18,61; alt. da m 261 a m 747 s.m.; frazioni: Clibbio, Pavone; ab. (sabbiensi) 2.554; dist. Km 39; tel. 0365; c.a.p. 25070.
Storia La zona, abitata già anticamente, seguì le vicende della valle.
Arte Su una rupe, la rocca-santuario a due piani ( 2 chiese sovrapposte), con campanile merlato e affreschi del '500. Parrocchiale di San Michele (sec. XV).

Sale Marasino

Geografia Sup. Kmq 16,32; alt. da m 185 a m 1.391 s.m.; frazioni: Lago d'Iseo; ab. (salesi) 2.912; dist. Km 30; tel. 030, c.a.p. 25057.
Storia I primi insediamenti avvennero in epoca romana. Le vicende storiche seguirono quelle del territorio bresciano.
Arte Bella cattedrale del '700 con sfarzoso interno. Villa Martinengo, con secolare parco e resti della villa romana (sec. I).
Economia Mercato: ogni mercoledì.

Salò

Frazioni Lago di Garda, Renzano, Semico, Villa.
Superficie Kmq 29,75.
Altezza Da m 65 a m 908 s.m.
Abitanti (saloviani) 10.610.
Distanza da Brescia Km 30.
Prefisso Teleselettivo 0365.
C.a.p. 25087.

STORIA

Il nome è di origine incerta. Anticamente era Salande e poi Salodium; secondo alcuni deriva da «sala», cioè casa signorile di campagna oppure casa colonica e stalla; secondo altri da «sale» per la presenza, forse, di qualche corso d'acqua che possedeva una certa quantità di salsedine. In tutto il suo territorio furono rinvenuti numerosi reperti di epoca romana, come romani sono i resti del ponte di Sant'Anna. Nei primi decenni del secolo XII Brescia diede inizio a una politica mirante a dominare tutto il territorio, riviera gardesana compresa; a questo scopo venne costruito in Salò, dopo il 1120, un castello (distrutto nel terremoto del 1901). L'abitato era allora concentrato attorno all'antica pieve; con il castello si costituì un secondo nucleo abitato che gradualmente si estese fino a congiungersi con il primo. Salò divenne a poco a poco il centro più importante della Gardesana occidentale, tanto che nel 1377 Regina della Scala vi trasferì il capoluogo della riviera, che prima era a Maderno; nel 1385 però, Maderno ritornava capoluogo. Nel 1404, all'avvento della signoria malatestiana, Salò fu apertamente ostile. Nel 1426 il territorio bresciano passò sotto la Repubblica di Venezia e la riviera gardesana, chiamata da Venezia Magnifica Patria, godette di numerosi privilegi e di autonomia amministrativa. I Comuni chiesero alla Serenissima di decidere quale dovesse essere il capoluogo, perché erano divisi nella scelta: 35 erano a favore di Maderno e 29 a favore di Salò. Non si sa che cosa rispose Venezia, ma probabilmente non risolse la questione, visto che la rivalità proseguì accanita per altri trent'anni. Il 22 luglio 1438 Salò fu presa da Gian Francesco Gonzaga, mentre Brescia veniva stretta d'assedio dal Piccinino dimostrando un'eccezionale fedeltà a Venezia. Per questo motivo Venezia, liberata la città dall'assedio, le attribuì fra gli altri privilegi anche quello di inviare sulla riviera un suo podestà con residenza a Salò. A se stessa Venezia riservava la competenza per le cause criminali e gli affari militari curati da un provveditore che risiedeva a Salò. 8Prima di allora Salò, podesteria minore, era retta da un magistrato inviato da Venezia. Maderno protestò per la scelta della residenza del provveditore, per cui il doge decise (1448) che il provveditore risiedesse un anno a Maderno e un anno a Salò. Questa sterile lotta campanilistica cessò solo nel 1456, quando Maderno rinunciò spontaneamente al suo antico mercato a favore di quello di Salò. Nel 1452 scoppiò la guerra fra Venezia e Milano e Salò fu occupata dai milanesi; nel 1454, però la pace riportò il dominio veneziano. Nel, 1512 scoppiava una nuova guerra, questa volta fra Venezia e la Francia, e come tutto il Bresciano, anche la riviera dovette giurare fedeltà al nuovo dominatore. Nel febbraio 1512, però, in seguito alla notizia dell'insurrezione di Brescia, anche Salò insorse e il governatore francese dovette fuggire; purtroppo un orrendo sacco metteva fine alla rivolta bresciana, e poco dopo anche in Salò rientravano i francesi. Solo nel 1516 Venezia sarebbe ritornata in possesso dei suoi territori. Il secolo XVII fu fecondo per le arti e le lettere, ma anche assai travagliato dal punto di vista sociale e dell'ordine pubblico. L'episodio più grave fu l'assassinio del podestà di Salò con un'archibugiata nella cattedrale, durante le sacre funzioni (1610). Autore dell'omicidio fu il bandito Zuan Zanone, che avrebbe terrorizzato la riviera fino al 1617. Nel 1703, nell'ambito della guerra di successione spagnola combattuta fra franco-spagnoli e tedeschi, Salò subì danni gravissimi e nel 1704 fu occupata dai tedeschi. Dal 1705 al 1707 la riviera divenne purtroppo il teatro principale delle operazioni, per cui gravi furono le devastazioni che dovette subire. Venezia, in piena decadenza, poté fare ben poco per la sua Magnifica Patria. Nel 1796 giunsero le armate napoleoniche, che in pochi mesi si impadronirono praticamente di tutta l'Italia settentrionale. Nel 1797 si costituiva la Repubblica Bresciana, ma il 29 marzo dello stesso anno Salò e tutta la riviera si ribellavano chiedendo un impossibile ritorno di Venezia. Fra il 10 e il 14 aprile Salò venne occupata dai bresciani aiutati dai francesi. Il 1 maggio la riviera andò a costituire il cantone del Benaco nella nuova divisione amministrativa del Bresciano. La autonomia della riviera era terminata, così come era terminata la Serenissima Repubblica di Venezia. Durante il Risorgimento a Salò si costituì l'associazione carbonara «XI Falange del Benaco» e tutta la riviera contribuì alle lotte per l'unità d'Italia. Come riconoscimento della sua importanza e del contributo dato all'unità italiana, il 15 dicembre 1860 a Salò veniva conferito il titolo di città. Durante la seconda guerra mondiale Salò tornò alla ribalta della storia come sede (settembre 1943 - aprile 1945) della presidenza del Consiglio e di alcuni ministeri del governo fascista della Repubblica Sociale Italiana, che fu detta anche Repubblica di Salò.

ARTE

Chiesa di San Giovanni Decollato Fu fondata nel VII o VIII secolo e ricostruita nel 1580-81, dopo la visita di San Carlo Borromeo. Da quella data fu detta «Chiesa del Sacro Ordine Gerosolimitano» e divenne feudo dei cavalieri di Malta. Nel 1727 fu ulteriormente, e malamente, trasformata. È ad una sola navata, con tre altari. Conserva una «Decollazione» e «San Martino con le tre Marie», due pale di Zenon Veronese (1484-1554); al disotto di esse, sull'altar maggiore, è un antico affresco. La cantoria è in perfetto settecento veneziano.
Chiesa di San Bernardino Quattrocentesce, fu accorciata di un terzo fra il 1910 e il 1914 perché pericolante. Conserva un dipinto di Zenon Veronese.
Duomo di Santa Maria Annunciata Fu eretto tra il 1453 e il 1502; progettista, architetto e capomastro fu Filippo dalle Vacche. La facciata a capanna è rimasta incompiuta. L'interno, gotico di tipo veneto, è a tre navate con altri archi retti da possenti colonne cilindriche di conci di pietra grigia e volte ogivali decorate da T. Sandrini (1591). Le cappelle sono 10. L'ingresso della facciata conserva uno splendido portale rinascimentale (1506-09), opera di Antonio Tramagnino detto Antonio della Porta e di Gasparo da Cairano. L'attuale pavimento, di marmo rosso, nero e bianco, è del 1858. L'edificio è una vera miniera di pregevolissime opere pittoriche e scultoree. Fra le prime sono: il polittico «Madonna e Santi» di Paolo Veneziano (notizie 1333-62); «Madonna e Santi Bonaventura e Sebastiano» e «Sant'Antonio e committente» del Romanino (circa 1485-1566); «San Girolamo», «Redentore al Limbo», «Adorazione dei Magi» e «Deposizione» di Zenon Veronese (1484-1554); «Sant'Antonio Abate tra i Santi Rocco e Sebastiano» del Moretto (circa 1498-1554); il grande affresco della cupola di Palma il Giovane (1544-1628); prospettive di Giovan Battista Trotti (1555-1619); «San Carlo e gli appestati» di Alessandro Maganza (1556-1630 circa); «Adorazione dei Magi» di Andrea Celesti (1637-1712); «Madonna e Santi» di Ercole Graziani (1688-1765); inoltre sono presenti opere di Francesco Torbido (circa 1482-1561), del Malosso (secolo XVI), di Tomaso Bona (secolo XVI), di Giovanni Andrea Bertanza forse da Salò (secolo XVII). Fra le opere di scultura: Crocifisso ligneo di Giovanni da Ulma (1449) e Crocifisso e candelabri dell'altar maggiore di Giuseppe Filiberti (1775). Sull'altar maggiore si trova una grandiosa ancona gotica di legno dorato, opera di Bartolomeo da Isola Dovarese (1476-1510), nelle cui dieci nicchie si trovano altrettante statue di Pietro Bussolo. L'organo, terminato nel 1547, ha le ante dipinte in collaborazione da Palma il Giovane e Antonio Vassilacchi detto l'Aliense (circa 1556-1629). Il campanile della chiesa risale ad epoca anteriore all'edificazione della chiesa stessa.
Chiesa di S. Rocco Fu eretta nel 1514 annessa al lazzaretto del 1484. Entrambi gli edifici furono danneggiati nel 1797 da un incendio e poi restaurati. Annesso alla chiesa era pure il cimitero che l'architetto Vantini ampliò e abbellì con progetto eseguito fra il 1825 e il 1852-53. Nel 1859 vi furono sepolti i feriti della battaglia di San Martino e Solferino che erano morti nell'ospedale di Salò.
Chiesa di San Giovanni Evangelista e monastero dei Cappuccini A Barbarano. Entrambi gli edifici sorsero nel 1580-85. Il portale ogivale è di Iacopo Filippo da Brescia (1456). All'altar maggiore è una tela con «Gesù crocefisso, l'Addolorata, San Giovanni Evangelista e Maria Maddalena», una delle opere migliori di Francesco Paglia (1636-1713 circa), l'affresco del coro è di Sante Cattaneo da Salò (1739-1819).
Chiesa della Visitazione Sorse nel 1714 accanto al monastero delle Salesiane. La facciata che dava sul lago fu abbattuta nel 1825. A tre altari, conserva al maggiore una pala della «Visitazione» di Giovanni Antonio Cappello (1669-1741). Altre opere sono: «San Francesco di Sales» di Giuliano Crespi, «San Giuseppe col Bambino ai piedi genuflessa la baronessa Giovanna di Chantai» di Giacomo Franceschini (1652-1745), le statue «Religione» e «Carità» del Caliari.
Chiesa della Madonna delle rive Eretta nel 1730, fu ridimensionata e restaurata più volte. A due cupole, è piccola ed elegante. Il suo unico altare è di marmi policromi.
Chiesa della Beata Vergine del Carmine Eretta intorno al 1880, è un piccolo gioiello architettonico.
Chiesa di San Filippo Neri Eretta nel 1957-58, è di linee architettoniche arditissime e di concezione moderna. Le due porte e la torre dell'orologio risalgono al secolo XV.
Palazzo comunale Del secolo XVI, è l'antico palazzo del podestà. Fu ricostruito nel 1905 sull'originario distrutto dal terremoto del 1901. Conserva un dipinto di Andrea Bertanza, «Trionfo della Croce» (secolo XVII), e il busto di Gaspare da Salò di Angelo Zanelli (1906).
Ateneo di Salò È situato nel palazzo della Magnifica Patria, cinquecentesco. È la continuazione dell'Accademia degli Unanimi fondata nel 1560 da G. Maione. Raccoglie una biblioteca ricca di oltre 25.000 volumi, manoscritti del '200, incunaboli, codici tra cui uno del Mille, edizioni stampate all'inizio del '500 da Paganino Paganini a Messaga presso Toscolano, documenti della Magnifica Patria.
Museo del Nastro Azzurro È situato nello stesso palazzo dell'Ateneo. Conserva una raccolta di stampe e cimeli del periodo napoleonico e della prima guerra mondiale.
Palazzo Sforza Pallavicino Poi Martinengo e ora Terzi. A Barbarano. Del 1577, ha l'aspetto severo di una fortezza. È caratterizzato da un cornicione terminale retto da tre serie di mensole. Nel 1796 fu occupato dai francesi che vi si difesero contro forze austriache di molto superiori.
Palazzo degli Uffici Finanziari Conserva un pregevole lapidario romano proveniente dal territorio circostante Salò.

ECONOMIA

Le fonti di reddito sono rappresentate dal commercio e dalle industrie manifatturiere, come risulta evidente dalla tavola statistica sotto elencata, riguardante le unità economiche aziendali e il numero di addetti. La pittoresca posizione geografica, sulla sponda occidentale del Lago di Garda, e la tradizione storica, hanno favorito l'importante sviluppo dell'attività turistico-alberghiera, che si è affiancata alle più antiche attività industriali tessili, della distribuzione dei liquri e della produzione di attività agrumarie presso la ditta Tassoni. Di discreta rilevanza economica sono anche un calzaturificio, una fabbrica di apparecchi ottici, colorifici, officine meccaniche, segherie e falegnamerie. L'agricoltura produce olive, uva, cereali, foraggi, ortaggi e fiori oltre a prodotti dell'allevarnento animale.

INDIRIZZI UTILI

Ateneo Via G. Fantoni.
Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo Lungolago Zanardelli 61, tel. 21423.
Biblioteca Civica Via G. Fantoni, tel. 20338.
Canottieri del Garda Via San Bernardino, tel. 21145.
Carabinieri Via S. Jago, tel. 40240/40241.
Club Nautico Via Rive, tel. 21443.
Duomo dell'Annunziata Vicolo Campanile 6, tel. 20740.
Istituti di Credito Banca Credito Agrario Bresciano, piazza Vittoria 12, tel. 20118; Banca S. Paolo, piazza Vitt. Emanuele 20, tel. 20773/21017; Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, via Garibaldi (ang. piazza Vitt. Emanuele 11) tel. 41179/41242.
Guardia di Finanza P.za San Bemardino 91, tel. 40737.
Imbarcadero Navigarda Lungolago Zanardelli, tel. 21591.
Municipio Lungolago Zanardelli, tel. 20661.
Museo del Nastro Azzurro Lungolago Zanardelli, (municipio).
Ospedale Civile Piazza Bresciani 5, tel. 40361.
Palazzo Magnifica Patria Lungolago Zanardelli (municipio).
Polizia Stradale Via G. da Salò 126, tel. 40640.
Poste e Telegrafi Via Canottieri, tel. 40616.
Pretura P.za San Bemardino 2, tel. 40721.
Stazione Autocorriere Largo Alighieri.
Taxi Largo Alighieri, tel. 20016; Piazza della Vittoria, tel. 22206.
Vigili del Fuoco Via G. Fantoni, tel. 22222.

San Felice del Benaco

Geografia Sup. Kmq 26,52. alt. da m 65 a m 202 s.m.; frazioni: Isola del Garda, Lago di Garda, Portese. ab. (sanfeliciani o sanfelicesi) 2.230; dist. Km 34. tel. 0365, c.a.p. 25010.
Storia Anticamente era chiamato Scopolo. L'attuale comune fu costituito nel '28, e risulta dall'unione di Portese e San Felice di Scopolo.
Arte Santuario del Carmine (1460) con affreschi recentemente restaurati. La Parrochiale, con interno di linee barocchette, custodisce una pala del Romanino.
Economia Fiera: «Madonna del Carmine» IV domenica di luglio.

San Gervasio Bresciano

Geografia Sup. Kmq 10,14; alt. da m 54 a m 62 s.m.; ab. (sangervasini) 1.334; dist. Km 24; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Centro formatosi verso il VII secoio appartenne per lungo tempo al capitolo della cattedrale di Brescia, e ne seguì le vicende.
Arte Parrocchiale eretta nel XVII secolo, e modificata nell'ottocento.

San Paolo

Geografia Sup. Kmq 18,67; alt. da m 69 a m 80 s.m.; frazioni: Cremezzano, Pedergnaga-Oriano, Scarpizzolo; ab. (sainpaolesi) 3.096; dist. Km 26: tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Centro di antico insediamento, nel medioevo fu possesso dei Martinengo, e partecipò anche in seguito alle vicende del territorio bresciano.
Arte Castello rurale.

San Zeno Naviglio

Geografia Sup. Kmq 6,11; alt. da m 99 a m 123 s.m.; ab. (sanzenesi) 2.993; dist. Km 5; tel. 030; c.a.p. 25010.
Storia Nel medioevo appartenne al capitolo della cattedrale di Brescia, e seguì le vicende della città.
Arte Parrocchiale eretta nel XVI secolo, in seguito rimaneggiata.

Sarezzo

Geografia Sup. Kmq 17,31; alt. da m 245 a m 1.324 s.m.; frazioni: Noboli, Ponte Zanano, Zanano; ab. (saretini) 10.562; dist. Km 14; tel. 030; c.a.p. 25068.
Storia Zona di insediamento romano, fu territorio del comune di Brescia e poi feudo degli Avogadro.
Arte Nella seicentesca Parrocchiale è conservato un importante complesso ligneo: due cantorie e la cornice della pala dell'altar maggiore del Dossena.
Economia Fiera: il 15 febbraio, o la domenica successiva se il 15 cade di giorno feriale. Mercato: secondo e ultimo giovedì di ogni mese.

Saviore dell'Adamello

Geografia Sup. Kmq 82,41; alt. da m 869 a m 3.554 s.m.; frazioni: Laghi, Monte Adamello, Ponte, Valle; ab. (savioresi) 1.695; dist. Km 99; tel. 0364; c.a.p. 25050.
Storia Ebbe origine nel sec. IX. Fu territorio di contesa tra guelfi e ghibellini, partecipò alle vicende della Valle Camonica.
Arte La Parrocchiale conserva un dipinto attribuito a Palma il Giovane. Affreschi del XV secolo nella chiesa di San Rocco.
Economia Mercato: ogni sabato; nella frazione Valle, ogni domenica.

Sellero

Geografia Sup. Kmq 13,83; alt. da m 374 a m 2.148 s.m.; frazioni: Novelle; ab. (selleresi) 1.538; dist. Km 81; tel. 0364; c.a.p. 25050.
Storia Appartenne per lungo tempo all'episcopato di Brescia, e seguì le vicende storiche della Valle Camonica.
Arte Chiesa di San Desiderio, con campanile del '400 e affreschi coevi attribuiti alla scuola di G.P. da Cemmo. Parrocchiale ricostruita nel 1795.

Seniga

Geografia Sup. Kmq 13,01; alt. da m 35 a m 51 s.m.; frazioni: Regona; ab. (senighesi) 1.815; dist. Km 38; tel. 030; c.a.p. 25020.
Storia Vi si sono trovati resti preistorici. Nel medioevo appartenne all'abbazia d Leno, poi all'episcopato di Brescia. Fu il feudo di varie famiglie.
Arte Villa Fenaroli (sec. XVI). A Regona, chiesa di S. Maria in Comella, costruzione romanica risalente al XIII secolo.

Serle

Geografia Sup. Kmq 17,96; alt. da m 208 a m 1.168 s.m.; frazioni: Castello, Villa; ab. (serlesi) 2.778: dist. Km 19; tel. 030; c.a.p. 25080.
Storia Nucleo originario del paese fu il convento benedettino di S. Pietro in Monte Orsino. Nel XII secolo, Serle diventò libero comune. Fu poi feudo di varie famiglie.
Arte Parrocchiale seicentesca, con dipinti del '700. Resti del convento di San Pietro, con annessa una chiesa del '400.

Sirmione

Frazioni Lago di Garda.
Superficie Kmq 33,88.
Altezza Da m 65 a m 97 s.m.
Abitanti (sirmionesi) 4.023.
Distanza da Brescia Km 37.
Prefisso Teleselettivo 030.
C.a.p. 25019.

STORIA

L'origine del nome è controversa. Secondo alcuni deriverebbe dal greco «syrma» (coda, strascico), con riferimento alla conformazione fisica del luogo su cui sorge. Secondo altri dalle parole galliche «sirm» (ospizio,albergo) e «one» (acqua), con significato, quindi, di albergo acquatico. Secondo altri ancora Sirmione fu fondata da alcuni Dalmati provenienti da Sirmio, che diedero al luogo il nome della patria abbandonata. Per finire, si fa anche l'ipotesi che Sirmione fosse il nome della figlia di un re etrusco qui vissuto. Il centro abitato pare secondo alcuni storici del '700, di origine etrusca; essi parlano infatti di ritrovamenti archeologici etruschi di cui però non rimangono tracce. Certo è, da quanto è tuttora visibile, che nel I e II secolo d.C. era un importante centro, stazione della via Gallica e luogo di residenza e soggiorno di romani.

ARTE

Grotte di Catullo Si tratta dei resti della più imponente villa romana dell'Italia settentrionale. È così chiamata dalle grandi volte superstiti e dal poeta che cantò Sirmione in versi immortali, ma che certo non possedette la villa, dato che morì nel 54 a.C. mentre la villa stessa è del I secolo d.C. Dai ruderi si desumono le dimensioni del complesso, un rettangolo di m 167,40 per 105,45, con corridoi, portici, appartanienti, magazzini, un corpo avanzato per 30 m verso il lago con ambienti di rappresentanza e terrazze e un altro verso terra con atri e fontane. Da questo lato si trova la parte più antica, una villa ad ali databile al I secolo a.C. Dall'imponenza dell'insieme si può dedurre che fosse, con molta probabilità, adibita a terme. In un locale, detto Antiquarium, sono raccolti gli oggetti rinvenuti negli scavi eseguiti nel 1955, fra cui rari affreschi del I secolo a.C. una testa di Dioscuro del II secolo a.C., oggetti di bronzo e ceramica.
Rocca Scaligera Vi si accede dal ponte fisso, sul cui portale si vedono due stemmi scolpiti cortile era anticamente un giardino in cui stazionavano le guardie che vigilavano sulla terraferrna dalle feritoie. Qui si eleva il Mastio,
Parrocchiale di Santa Maria Maggiore Fu eretta nel XV secolo. Le sue linee architettoniche sono semplici, senza grandi pregi artistici. Davanti alla facciata si trova un portico a colonne, una delle quali, la prima a sinistra, è un miliario di Giuliano l'Apostata. L'interno è a una navata su 3 arconi poggianti su lesene sporgenti e decorati con affreschi dei secoli XV e XVI.
San Pietro in Mavino Sorge sulla sommità della collina di Mavino. Di origine longobarda, ha abside del secolo IX e struttura del XIV. L'abside tricora è decorata con pregevoli affreschi sovrapposti in 4 strati, dei secoli che vanno dal XIII al XVI. L'unica cappella laterale è dedicata a San Nicola di Tolentino e fu eretta forse a ricordo della pestilenza del 1630; è probabile, anzi, che la chiesa stessa, isolata dal paese, sia stata per l'occasione adibita a lazzaretto. Fu restaurata nei secoli XVI, XVII e XIX. Nel 1827 fu rifatta la piramide del campanile, quadrangolare, originarianiente era più basso; infatti sotto le attuali finestre della cella campanaria trecentesca sono visibili quelle più antiche in muratura risalenti all'XI secolo. Di fianco alla chiesa si trova la Campana dei Caduti, un monumento fatto erigere dopo la seconda Guerra Mondiale dal Comitato dei Combattenti Sirmionesi e inaugurato nel 1955. La campana fu battezzata Julia, pesa 22 quintali ed è alta m 1,60. Suona nelle notti invernali e di bufera per orientare i pescatori sul lago, alle ore zero di Pasqua e Natale, in occasione dei funerali di un Combattente Sirmionese e inoltre in date stabilite, elencate sulla lapide che si trova sul muro della chiesa.
Chiesa di Sant'Antonio della Rocca Appoggiata alle mura della Rocca Scaligera, serviva alla comunità della Rocca stessa. Fu eretta nel '300; nel '400 fu decorata con un'elegante volta a crociera e nel '600 fu costruito il locale antistante coperto con volta a botte. Originariamente era formata da un vano quadrangolare, ad una navata e con un altare. I restauri hanno portato alla luce decorazioni e affreschi del '300 e del '400, sistemato gli stucchi barocchi e riaperto nicchie e porte originali. Gli affreschi sono opera di vari pittori, tutti ignoti. Sull'altare si trova un'effige della Madonna, dipinta su una pietra che reca lo sternma scaligero.

Soiano del Lago

Geografia Sup. Kmq 5,78; alt. da m 130 m 276 s.m.; ab. (soianesi) 574; dist. Km 27; tel. 0365; c.a.p. 25080.
Storia Zona di antico insediamento, nel medioevo appartenne ai vescovi di Verona dal 1330 agli Scaligeri e, dal 1427, alla Repubblica di Venezia.
Arte Da visitare il castello medioevale. La Parrocchiale del XVI sec. custodisce un organo seicentesco.

Sonico

Geografia Sup. Kmq 60,09; alt. da m 522 a m 3.373 s.m.; frazioni: Lago di Garda, Laghi, Monte Adamello, Rino; ab. (sonicesi) 1.427; dist. Km 97; tel. 0364; c.a.p. 25050.
Storia Zona abitata già nella preistoria, nel medioevo fu feudo dei Federici; appartenne poi al comune di Brescia, ai Visconti e alla Repubblica Veneta.
Arte Incisioni rupestri. Artistiche chiese di S. Lorenzo di Garda (sec. XII) e S. Andrea; santuario della Pradella.

Sulzano

Geografia Sup. Kmq 10,63; alt. da m 185 a m 1.075 s.m.; frazioni: Lago d'Iseo; ab. (sulzanesi) 1.298; dist. Km 27; tel. 030; c.a.p. 25058.
Storia Seguì le vicende del territorio bresciano.
Arte Parrocchiale del '700. Più antiche sono le chiese di S. Mauro e di S. Maria di Tessano.


Comuni della provincia di Brescia

- T -

Tavernole sul Mella

Geografia Sup. Kmq 19,63; alt. da m 450 a m 1.952 s.m.; frazioni: Cimmo, Pezzoro; ab. (tavernolesi) 1.375; dist. Km 28; tel. 030; c.a.p. 25060.
Storia Nucleo primario del paese fu il santuario di S. Filastrio. Nel 1372 il paese formulò statuti propri che Venezia confermò nel 1440.
Arte Antica chiesa di S. Filastrio con affreschi del '300, '400 e '500. Nella sagrestia si riunì per secoli il Consiglio dei Comuni della Val Trompia.
Economia Mercato: secondo e ultimo lunedì del mese.

Temù

Geografia Sup. Kmq 42,16; alt. da m 1.090 a m 3.225 s.m.; frazioni: Monte Coleazzo, Monte Salimmo, Pontagna. Villa d'Allegno; ab. (temunesi) 1.207; dist. Km 114; tel. 030; c.a.p. 25050.
Storia Le sue vicende storiche furono quelle della Valle Camonica.
Arte La Parrocchiale ha un bel campanile a bifore e merlature. Nell’interno vi sono altari lignei seicenteschi e un paliotto di G. Piccini.
Economia Fiera: «Fiera di Pontagna» il 9 settembre. Mercato: ogni giovedì.

Tignale

Geografia Sup. Kmq 48,42; alt. da m 65 a m 1.560 s.m.; frazioni: Gardola, Lago di Garda, Piovere, Prabione; ab. (tignalesi) 1.235; dist. Km 54; tel. 0365; c.a.p. 25080.
Storia Nel medioevo appartenne dapprima agli Scaligeri, poi passò sotto l'influenza di Brescia, seguendone le vicende storiche.
Arte Il Santuario della Madonna di Monte Castello custodisce un affresco del '300 e altri seicenteschi, di A. Celesti.

Torbole Casaglia

Geografia Sup. Kmq 13,01; alt. da m 99 a m 121 s.m., ab. (torbolesi) 3.291; dist. Km 8; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Nel medioevo appartenne al monastero dei SS. Faustino e Giovita di Brescia; in seguito fu feudo dei Palazzi, degli Amigoni e dei Cazzago.
Arte Le Parrocchiali di Torbole e di Casaglia furono erette rispettivamente nel '700 e '500.

Toscolano Maderno

Geografia Sup. Kmq 56,73; alt. da m 65 a m 1.582 s.m.; frazioni: Bornico, Lago di Garda, Maclino; ab. (toscolanesi) 6.869; dist. Km 39; tel. 0365; c.a.p. 25088.
Storia In zona di antico insediamento, fino al '300 Maderno fu capoluogo della Riviera del Garda. I due centri entrarono a far parte dei domìni veneti nel '400, e vi rimasero fino al 1797.
Arte A Toscolano, Parrocchiale del '500. A Maderno, chiesa romanica di Sant'Andrea e Palazzo Gonzaga.
Economia Fiera: «San Pietro» il 29 giugno. Mercato: ogni giovedì.

Travagliato

Geografia Sup. Kmq 17,36; alt. da m 110 a m 145 s.m.; ab. (travagliatesi) 6.838; dist. Km 10; tel. 030; c.a.p. 25039.
Storia Nominato in documenti del 790, fu territorio della pieve di Lograto. Nel 1441 fu distrutto dalle truppe di F. Sforza. Arte Grande piazza con torre del castello e palazzo municipale (sec. XVII). Dipinti del Civerchio nella Parrocchiale e nel Santuario della Madonna.
Economia Mercato: ogni mercoledì.
Credito Bergamasco Piazza Cavour 44, tel. (030) 66.01.15/66.08.42.

Tremosine

Geografia Sup. Kmq 72,39; alt. da m 65 a m 1.976 s.m.; frazioni: Campione, Lago di Garda, Monte Caflone, Pieve, Pregasio, Sermerio, Vesio, Voltino; ab. (tremosinesi) 1.919; dist. Km 61; tel. 0365; c.a.p. 25010.
Storia Il nome Tremosine deriva da «tre musi», dato storicamente a tre persone sopravvissute nel 1400 alla pestilenza. La storia parla. però della presenza di Galli nel '600 a.C., che adoravano il dio Bergimo nel tempio in «Alto al Monte», ora chiesa parrocchiale di Pieve di Tremosine. Alto al Monte come nome deriva dalla posizione a strapiombo (circa m 400) sul livello del Lago di Garda. Esistono di questo passato testimonianze importantissime in tutta la zona di Tremosine e nei musei di Brescia. Dopo le varie vicende del medioevo, nel 1800 circa, Tremosine passò dal dominio di Venezia a quello dei francesi, rimanendo fino alla ne del detto secolo come posto di conti e fra l'Italia e l'Austria.
Economia Fino al 1900 circa è stata di carattere prettamente montano, retta da poche famiglie ricche, con le attività dell'agricoltura, della lavorazione del ferro, del manganese e del legname. La popolazione era costretta quindi o alla sottomissione o all'emigrazione, in particolare verso gli Stati Uniti d’America. Nel 1890 circa un giovane prete, che poi diverrà l'unico sacerdote d'Italia nominato Cavaliere del Lavoro, fondò numerose cooperative, nei settori del credito (Cassa Rurale), in quello dell'agricoltura (Latteria Sociale e Consorzio per la bonifica dei monti), elettrico, stradale, etc. Questo personaggio è don Giacomo Zanini, parroco di Vesio per oltre 50 anni, morto nel 1937. Di queste cooperative sono ora operanti la Cassa Rurale ed Artigiana di Vesio (tel. 0365/91129, con Filiale in Pieve, tel. 93048) e la Latteria Sociale, eretta in ente morale, con notevoli patrimoni boschivi. La popolazione trova attualmente le fonti del proprio reddito nel turismo, nell'artigianato, nell'allevamento del bestiame (razza bruno alpina), nella lavorazione del cotone (a Campione del Garda, presso lo stabilimento Alcese-Veziano). In particolare per quanto concerne il turismo la zona si avvale ed offre ottime attrezzature e incantevoli passeggiate in pinete e abetaie, oltre a punti panoramici e molto caratteristici, come le terrazze a picco sul Lago di Garda e la «Forra», capolavoro di erosione dell'acqua nella roccia, per una profondità dall'altipiano di circa m 200. Si dice che W. Churchili, in una sua visita, paragonò la bellezza della «Forra» a quella della torre di Pisa, una delle meraviglie del mondo. Mercato: secondo e quarto martedì di ogni mese.

Trenzano

Geografia Sup. Kmq 20,03; alt. da m 98 a m 132 s.m.; frazioni: Cossirano; ab. (trenzanesi) 3.838; dist. Km 19; tel. 030; c.a.p. 25030.
Storia Nel XIII sec. appartenne al monastero di San Pietro di Fiumicello. In seguito fu feudo dei Ducco e seguì le sorti di Brescia.
Arte La Parrocchiale, eretta nel XVIII secolo, custodisce un dipinto di P. Batoni.
Economia Fiera: «San Gottardo» 4 maggio.
Credito Bergamasco Via Vitt. Emanuele I, tel. (030) 97.71.10.

Treviso Bresciano

Geografia Sup. Kmq 17,83; alt. da m 387 a m 1. 176 s. m.; frazioni: Trebbio; ab. (trevisani) 634; dist. Km 48; tel. 0365; c.a.p. 25070.
Storia Seguì le vicende storiche del territorio bresciano. Durante la I guerra mondiale vi fu costruito il forte di Valledrane.
Arte In località Vico, chiesa di San Giovanni, del secolo XVI.

Comuni della provincia di Brescia

- U -

Urago D'oglio

Geografia Sup. Kmq 10,64; alt. da m 107 a m 144 s.m.; ab. (uraghesi) 2.787; dist. Km 30; c.a.p. 25030.
Storia Il primo insediamento risale all'epoca romana. Nel medioevo fu feudo di Regina Visconti; fece poi parte delle terre dei Martinengo (dal 1480 al XVII secolo).
Arte Resti del castello medioevale. La Parrocchiale settecentesca, restaurata nel 1864, conserva un dipinto del '600.
Economia Fiera: «di Pasqua» domenica e lunedì.
Credito Bergamasco Via IV Novembre, tel. (030) 71.71.15.

Comuni della provincia di Brescia

- V -

Vallio

Geografia Sup. Kmq 15,05; alt. da m 213 a m 976 s.m.; ab. (vallesi) 905; dist. Km 28; tel. 0365; c.a.p. 25080.
Storia Nel medioevo fu tra i possedimenti del monastero di San Pietro di Serle; nel secolo XIV divenne feudo dei Malerba.
Arte Al '700 risalgono la Parrocchiale e il santuario del Nome di Maria.

Valvestino

Geografia Sup. Kmq 31,12; alt. da m 450 a m 1.757 s.m.; frazioni: Armo, Bollone; Cortina, Moerna, Persone, Turano; ab. (valvestinesi) 573; dist. Km 67; tel. 0365; c.a.p. 25080.
Storia Nel '400 era feudo dei conti di Lodrone; seguì le vicende,di Venezia fino al 1797, anno in cui entrò a far parte dei domini austriaci, rimanendovi fin al 1918.
Economia Fiera: primo sabato di ottobre.

Verolanuova

Geografia Sup. Kmq 25,28; alt. da m 53 a m 73 s.m.; frazioni: Breda Libera, Cadignano; ab. (verolesi) 7.132; dist. Km 29; tel. 030; c.a.p. 25028.
Storia Dal 1100 fino al XVIII secolo fu feudo della famiglia dei Gambara.
Arte Parrocchiale di S. Lorenzo con due grandiose tele di G.B. Tiepolo. Castello e palazzo Gambara (sec. XVIII). Palazzo Maggi del '500 a Cadignano.
Economia Mercato: ogni giovedì.

Verolavecchia

Geografia Sup. Kmq 20,55; alt. da m 42 a m 69 s.m.; frazioni: Monticelli d'Oglio; ab. (verolhvecchiesi) 3.457, dist. Km 30; tel. 030; c.a.p. 25029.
Storia In area di insediamento romano, appartenne al monastero di Leno e ai Gambara-Alghisi. Vi fu edificato un castello a difesa del territorio. Il paese fu poi feudo di varie famiglie.
Arte Torrione medioevale. Oratorio di San Vito al cimitero (sec. XVI). Parrocchiale settecentesca con dipinti coevi.
Credito Bergamasco Piazza Verdi 1, tel. (030) 93.10.85.

Vestone

Geografia Sup. Kmq 12,93; alt. da m 304 a m 934 s.m.; frazioni: Nozza; ab. (vestonesi) 4.005; dist. Km 37; tel. 0365; c.a.p. 25078.
Storia Nel X sec. era sede di un castello rifatto dai Visconti. L'ebbero in feudo i Nozza, cui Venezia riconfermò il possesso (1440).
Arte Parrocchiale del 1590 con portale in pietra e chiesa di S. Lorenzo di Promo (sec. XV-XVI). Resti delle fortificazioni.
Economia Mercato: il primo lunedì di ogni mese.

Vezza d'Oglio

Geografia Sup. Kmq 53,20; alt. da m 964 a m 3.283 s.m.; frazioni: Monte Pietra Rossa, Monte Pomina; ab. (vezzesi) 1.444; dist. Km 108; tel. 0364; c.a.p. 25059.
Storia Il suo nome compare in documenti dell'XI secolo. Partecipò alle vicende della Valle Camonica.
Arte Conserva i ruderi di una torre medioevale, il palazzo Federici (secc. XIV-XVI), le chiese di S. Giovanni e di S. Clemente con campanile romanico a bifore.
Economia Fiere: il 30 agosto «S. Rosa»; il 29 settembre «S. Michele»; novembre, il primo martedì successivo ai morti. Mercato: ogni mercoledì e venerdì.

Villa Carcina

Geografia Sup. Kmq 14,42; alt. da m 225 a m 1.158 s.m.; ab. (villesi) 8.927; dist. Km 11; tel. 030; c.a.p. 25069.
Storia Comune formato da vari nuclei, che appartennero in feudo alle famiglie Nassini, Miglioli, Rodolfi.
Arte Chiesa a pianta circolare. A Pregno, avanzi di acquedotto romano.
Economia Mercato: primo e terzo lunedì di ogni mese.

Villachiara

Geografia Sup. Kmq 16,87; alt. da m 51 a m 77 s. m. ; frazioni: Bompensiero, Villagana; ab. (viliachiaresi) 1.168; dist. Km 34; tel. 030; c.a.p. 25030.
Arte Castello Martinengo con torri angolari cilindriche (sec. XV). A Villagana castello quattrocentesco (oggi adibito a ristorante).

Villanuova sul Clisi

Geografia Sup. Kmq 9,12; alt. da m 209 a m 966 s.m.; frazioni: Prandaglio; ab. (villanovesi) 4.515; dist. Km 24; tel. 0365; c.a.p. 25089.
Arte La Chiesa di San Matteo conserva un dipinto di F. Paglia. Nella Parrocchiale (1930) vi è una Pietà del '500.

Vione

Geografia Sup. Kmq 37,28; alt. da m 1.014 a m 3.161 s.m.; frazioni: Canè, Monte Coleazzo, Monte Pomina, Stradolina; ab. (vionesi) 1.052; dist. Km 112; tel. 0364; c.a.p. 25050.
Arte Parrocchiale risalente al XIII secolo, con abside originaria.

Visano

Geografia Sup. Kmq 11.20; alt. da m 48 a m 63 s.m.; ab. (visanesi) 1.445; dist. Km 29; tel. 030; c.a.p. 25010.
Storia Abitato all'origine da popolazioni romane e barbariche, nel medioevo fu territorio dell'abbazia di Leno dapprima, e del comune di Brescia in seguito.
Arte Parrocchiale ricostruita nel '700.
Economia Fiera: «Sagra di San Luigi» festa patronale, la terza domenica di settembre.

Vobarno

Geografia Sup. Kmq 53,20; alt. da m 236 a m 1.503 s.m.; frazioni: Eno, San Martino, Teglie; ab. (vobarnesi) 7.730; dist. Km 32; tel. 0365; c.a.p. 25079.
Storia Seguì le vicende della Val Sabbia. Durante il dominio di Venezia fu sede della quadra di montagna della Riviera di Salò.
Arte Parrocchiale eretta nel 1761.
Economia Mercato: il 15 e ultimo giorno di ogni mese (se la data cade di giorno festivo il mercato viene anticipato).

Comuni della provincia di Brescia

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Zone

Geografia Sup. Kmq 19,59; alt. da m 539 a m 1.960 s.m.; ab. (zonesi) 1.088; dist. Km 39; tel. 030;c.a.p. 25050.
Arte Parrocchiale cinquecentesca, con opere d'arte. Nella valle di Graz, chiesa di San Giorgio con affreschi del '400 all'interno e all'esterno.
Economia Mercato: ogni martedì